Roma-Inter su due tavoli. Caccia alla vetta e a un socio di minoranza

In campo entrambe in lizza per lo scudetto, fuori i patron cercano aiuti per rilanciarsi

Roma. Due società straniere, e quello nel nostro calcio non fa più notizia, ma soprattutto - rumors di questi giorni - a caccia di soci. Due club dalle ambizioni diverse a inizio stagione ma che oggi potrebbero ritrovarsi affiancate in classifica per inseguire il sogno scudetto. Roma-Inter, che ha una storia fatta di duelli, incroci e affari sfumati, è oggi in primis la sfida tra Friedkin e Suning: fatturati certamente diversi (più alto quello che arriva da Oriente) ma con in comune una presenza stabile in Italia per seguire le vicende della propria squadra: Ryan, figlio di Dan, tycoon americano dei giallorossi; Steven, erede di Jindong Zhang a capo del gruppo cinese proprietario dei nerazzurri.

Caccia a un socio, si diceva: il magnate di Houston Friedkin ha rilevato la Roma da James Pallotta il 17 agosto scorso ereditando un rosso da 200 milioni circa, ne ha già versati nel club 132,6 e da qualche mese il fedelissimo collaboratore Watts sta incontrando possibili soggetti interessati a diventare partner di minoranza, specie nel mercato arabo, ma finora nessuna offerta ha convinto. Lo stesso Suning sarebbe alla ricerca di un investitore in grado di rifinanziare a condizioni migliori i due bond emessi per un totale di 375 milioni e con la scadenza fissata nel 2022: da qui i colloqui con alcuni fondi di investimento e la trattativa più calda, per ora sembrerebbe solo per quote di minoranza, con il Bc Partners.

A latere, c'è il campo e una gara con due filosofie opposte a confronto: la Roma che aggredisce subito gli avversari e nei primi tempi ha segnato quasi il doppio dei gol, l'Inter che si esalta nella ripresa - a differenza di quanto avveniva nel campionato scorso - dove ha conquistato ben 16 punti in più. In più la sfida può aprire prospettive appetitose ai giallorossi (il cui obiettivo è tornare in Champions dopo due stagioni) ma anche rilanciare le legittime aspirazioni da titolo dei nerazzurri. «È un buon momento per giocare contro l'Inter, squadra dalla forte identità e difficile da affrontare proprio per la forza del collettivo. Ma i miei calciatori stanno vincendo e hanno fiducia e ambizione, conta però solo l'avversario, non pensiamo ad altro», così il tecnico giallorosso Paulo Fonseca. Un po' «allergico» ai big match: con la Roma ha conquistato solo un terzo dei punti negli scontri con le grandi.

Antonio Conte, che due anni fa avrebbe potuto sedere sulla panchina della Roma al posto del portoghese (lo voleva Totti all'epoca in cui era ancora dirigente a Trigoria), parla apertamente di match scudetto. «Gare come queste misurano la nostra forza. La Roma è nel gruppo di squadre che lottano per il titolo e per un posto in Champions». Lascia ad altri il discorso sulle notizie legate alle presunte difficoltà finanziarie di Suning ma pare ormai rassegnato alla possibilità che il mercato di gennaio non porterà nuovi arrivi: «Non ci saranno né entrate né uscite, resterà anche Vecino». Infine la questione Vidal, uomo di esperienza al quale il tecnico darà un'altra chance vista l'importanza della partita: «Con lui a volte uso la carota, altre il bastone perché voglio bene ad Arturo e alla squadra».

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