Scania, inarrestabili ovunque e sempre attenti all'ambiente

Al «Winter Camp» nel deserto bianco della Norvegia ai comandi di un camion a olio vegetale idrotrattato

Gabriele Villa

Trysil (Norvegia) Siete su Google Maps? Bene, allora allargate con il puntatore del mouse. Ecco, lo vedete quel puntino magnificamente in mezzo al nulla. È il punto T. T come Trysil. Intendiamoci, il villaggio di Trysil c'è, eccome, due abitanti per chilometro quadrato, il che vuol dire stare proprio larghi. Oltre 200 chilometri da Oslo. Il mio racconto, che somiglia a una leggenda, ma è storia vera, comincia addirittura un po' più in là di Trysil. Dunque, centrate il compasso su Trysil, fategli fare un ampio giro e scegliete voi dove fermarvi. In mezzo a cumuli di neve, che sembrano zucchero filato, o su quel ghiaccio che incute il massimo rispetto, o immersi in boschi di conifere. In ogni caso, in quel nulla del Nulla, la troverete come l'ho trovata anch'io la capanna dello Scania Winter 2020. Camionista, dunque. Camionista a tempo determinato, certo, ma con il privilegio di scegliere tra 19 trucks, vanto dell'ingegneria e della professionalità tecnica di Scania, da guidare e comprendere. Salire e scenderci, volteggiare a piacimento, sapendo di non poter far danni a niente e a nessuno, ma tutt'al più di venire osservati, a debita distanza, da alci e renne.

Come prima cosa ci vorrebbe un tappeto elastico per allentare la tensione e saltare, saltare, saltare. Fino a catapultarti direttamente dentro. Dentro cosa? Dentro il camion, ovvio. Già, perché dentro il camion invece ci devi arrivare arrampicandoti su una scaletta di tre gradini che loro, i nostri istruttori, divorano in un nanosecondo e io, appesantito anche dai miei scarponcioni, cerco di conquistare ogni volta come fosse la cima dell'Everest.

Ma a bordo tutto diventa facile. Perché tutto è inaspettatamente facile, e da questi salotti, o camere da letto o appartamenti by Scania, confortevoli, caldi e accoglienti non vorresti più scendere. Il 2019 è stato un altro anno d'oro per Scania, l'azienda svedese che vende veicoli industriali, autobus e servizi in 100 Paesi, ha fatto incetta di premi e riconoscimenti, e la sua quota di mercato è passata dal 14 al 19 per cento. E adesso eccoci qui nello splendido «loggione» di questi camion a goderci, con Alexander Vlaskamp, Head of Scania Trucks, il momento della svolta verso l'elettrificazione di tutti i mezzi Scania che si compirà entro il 2030, il nuovo importante passo in avanti verso una mobilità sostenibile già sottolineata nel Forum di Stoccolma del 2018 e sperimentata recentemente nella Regione dell'Assia, in Germania, per essere poi importata anche sulla nostra Brebemi.

E qui, nel Winter Camp di Scania, si è già protagonisti della svolta, al volante di camion diesel HVO, ovvero alimentati da olio vegetale idrotrattato, carburante alternativo che riduce fino al 90 per cento l'emissione di CO2. «Stiamo lavorando per il Pianeta» potrebbe essere lo slogan della nuova Scania che ha già presentato e collaudato, in questi due anni, anche i suoi prima bus ibridi. «Stiamo trasformando le nostre fabbriche in tutto il mondo, in modo che funzionino con elettricità generata senza l'utilizzo di combustibili fossili. Nel 2021 tutte le attività produttive di Scania saranno prive di combustibili fossili». Sostenibilità ed elettrificazione, dunque, un'altra medaglia al valore da appuntare sulle motrici di Scania.

Guido questi truck con misure da palestrati della strada e, intanto, demolisco i luoghi comuni: non ci sono piercing né tatuaggi attorno a me, ma solo gente in gamba che ama il proprio lavoro. Tengo d'occhio i giganteschi «specchietti»: scodinzolano i rimorchi. Come può fare un cane che ti ha appena conosciuto, ma che si è già innamorato di te e ti segue docile e dolcissimo.