Un fine settimana da reduci e sopravvissuti. Tornano a giocare Juventus e Inter unite da polemiche e sconfitte entrambe amare. Di sicuro è più arduo l'impegno per la squadra di Spalletti perché c'è il Como, perché mancano difensori a una terza linea già sbandata anche se la squalifica di Nico Paz toglie ai lariani la genialità argentina. Partita seria se non ci fossero queste premesse, la batosta di Istanbul ha lasciato lividi sulla Juventus che nei prossimi settimi giorni conoscerà la verità, dopo il Como il ritorno con i turchi e quindi la trasferta all'Olimpico contro la Roma che avrà goduto di ferie anticipate. Dunque per Spalletti non ci sono soluzioni diverse da quelle imposte dalla classifica, tenendo presente che la champions è ormai spacciata e sarebbe rischioso bruciare energie, non soltanto fisiche, in una impossibile rimonta con il Galatasaray. Il caso Kalulu ribadisce come la giustizia sportiva stia peggio di quella ordinaria, logica vorrebbe, come accade in campo con l'annullamento di ammonizioni o espulsioni "a seguito di revisione", che, dopo il pentimento-confessione di Bastoni, venisse tolta la penalità al francese della Juventus ma sarebbe stato un colpo di intelligenza e di coraggio, sostantivi che non hanno domicilio nel sistema calcio italiano, come del resto la vicenda Fabregas - Saelemaekers - Allegri ha evidenziato.
Passando all'Inter, il piano di viaggio in Salento si presta a due considerazioni: l'assenza di Lautaro compensata dalla presenza di Esposito e l'assoluto bisogno del Lecce di fare punti per non sganciarsi da Cremonese e Genoa, le ciance nerazzurre sul sintetico di Bodo fanno ridere dopo aver visto il campo di Byalistok dove ha stravinto la Fiorentina.
Domani il Milan, reduce dalla bravata di Fabregas, ha un solo gol, la vittoria, a Bergamo squadre alla ricerca di classifica perduta, l'Atalanta per riaversi dopo Dortmund, il Napoli con il rischio di perdere quello che gli è restato. Riassunto: Inter a parte, tutto è ancora da scrivere.