Se solo il laziale sa spiegare la lazialità

Partite e aneddoti narrati, tra gli altri, da D'Amico e cronisti de Il Giornale

Se solo il laziale sa spiegare la lazialità

Centoventuno anni di Lazio e di lazialità raccontati dai suoi tifosi. Ripercorrendo qualcuna delle partite più celebri, ma soprattutto quelle meno note. I successi ma anche le delusioni, perché chi conosce il tifoso laziale sa bene quanto intrinsecamente gli appartenga l'improvvisa altalena tra felicità inattese e cadute devastanti. A mettere insieme venti racconti di partite e aneddoti è Alberto Ciapparoni, giornalista parlamentare per Rtl 102,5, attento osservatore della politica tanto dall'aver scritto un gustoso libro sui segreti e le curiosità della Camera (A spasso per Montecitorio, Mursia Editore). Ma, soprattutto, tifosissimo della Lazio. Non a caso, la sua ultima fatica si chiama Tifosi laziali per sempre (Edizioni della Sera), un pamphlet piacevole non solo per il tifoso laziale ma anche per chi semplicemente ama il calcio. La prefazione è di Michele Plastino, giornalista pioniere dell'emittenza televisiva locale, ideatore della storica Goal di notte. E tra i contributi c'è anche quello di Vincenzo D'Amico, una delle bandiere biancazzurre. Le altre storie sono quelle di giornalisti e comunicatori laziali doc, tra loro anche i colleghi de Il Giornale Adalberto Signore e Fabrizio de Feo.

Un libro che ripercorre la storia centenaria della prima squadra di Roma - prima per trofei ma anche per lignaggio, visto che la Lazio viene alla luce il 9 gennaio del 1900 - con racconti che fanno parte del patrimonio comune di tutti gli amanti del calcio. Chi ha memoria, per dire, di un Lazio-Lanerossi Vicenza finita 4-3 il 29 ottobre 1978? Nessuno, certo. Invece fu la prima vera sfida tra il mitico Paolo Rossi, reduce dai mondiali di Argentina '78, e Bruno Giordano, bomber biancazzurro che in quel momento storico era di fatto il suo alter ego calcistico. Fu uno spettacolo, e poco importa che la Lazio vinse 4-3. Quello che davvero resta fu lo scontro tra i due, con Giordano che segnò una tripletta e Rossi una doppietta. Solo quattro anni dopo Pablito avrebbe fatto piangere di gioia tutta l'Italia. E ancora: qualcuno ricorda un Lazio-Foggia del 15 gennaio 1995 finito 7-1? Probabilmente nessuno, invece fu la prima partita da ex di Zdenek Zeman che aveva lasciato il Foggia delle meraviglie (quello dello storico trio Baiano-Rambaudi-Signori) per trasferire armi e bagagli il suo parco giochi calcistico a Formello. In una parola, Zemanlandia.

Si apre poi uno spiraglio sugli anni bui, quelli della Lazio che il 5 luglio 1987 vince a Napoli lo spareggio per restare in Serie B. Finisce 1-0 contro il Campobasso, gol di testa di Fabio Poli che al 53' scansa il baratro della Serie C. Non è solo storia, a Roma è leggenda: quella Lazio partiva con nove punti di penalizzazione per il calcio scommesse. E allora le vittorie non valevano 3 punti ma 2. La Lazio di Eugenio Fascetti riuscì nell'impresa. Arrivò agli spareggi per la retrocessione in Serie C e alla fine restò in piedi. Basta leggere Tifosi laziali per sempre per capire perché quella salvezza all'ultimo metro i laziali la considerano ancora oggi come uno scudetto.

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