Nell'impatto si è rotto anche il casco, ma non la sua ferrea volontà di credere ancora nei sogni. Sono in miglioramento le condizioni di Riccardo Cardani, l'azzurro di snowboard cross, caduto ieri a Cortina, dove si stava allenando in vista delle gare paralimpiche. Il campione 33enne di Cuggiono ha perso conoscenza per quasi un minuto: trasportato in ospedale, dopo la Tac, si è deciso di trattenerlo almeno fino ad oggi, in osservazione. Le qualifiche sono in agenda da domani. Chi lo conosce sa che non demorderà facilmente: "Sto meglio, il casco mi ha salvato e ho la testa dura", le sue parole ieri, in serata.
La sua storia lo dimostra: un incidente in moto gli paralizza, a 17 anni, il braccio destro. Riccardo si dedica al nuoto paralimpico, "soprattutto come terapia riabilitativa" e grazie alla campionessa parmigiana Giulia Ghiretti. Piovono risultati e record, ma lui vuole di più, ricorda l'amore per la neve. E torna a surfare sulla tavola. Alle paralimpiadi di Pechino e ai successivi Mondiali ottiene piazzamenti e podi. A fine 2023, una svolta di coraggio: decide per l'amputazione della mano per riacquistare maggiore sensibilità muscolare al braccio e migliorare, in vista dei Giochi di casa, le sue possibilità sullo snowboard e nel banked slalom.
Da Cortina, intanto, arriva anche la brutta notizia del furto di due delle stones del curling custodite nello stadio.
Questo mentre Andrew Parsons, presidente del comitato paralimpico internazionale, di fronte a polemiche e boicottaggi della cerimonia di stasera, ha sottolineato che "la riammissione di russi e bielorussi ai Giochi è avvenuta con un voto democratico alla presenza di 177 sui 211 Comitati: non si può scegliere quando essere democratici in base all'esito delle decisioni dell'assemblea generale".