Si riconoscano gli sforzi fatti dall’industria dell’automobile

Si riconoscano gli sforzi fatti dall’industria dell’automobile

di Di questi giorni è la notizia che l’Area C di Milano non sarà toccata. Il referendum promosso dal Pdl non si farà: è mancata una manciata di firme. A questo punto l’auspicio è che il Comune, ma il discorso dev’essere per forza di cose allargato alle altre città, continui a concedere alle automobili più verdi (Gpl, metano, elettriche e ibride) l’accesso libero nelle ore di limitazione del traffico. Puntare unicamente sull’elettrico (nei primi tre mesi dell’anno rappresentava solo lo 0,01% del mercato), vista l’esiguità del numero di veicoli circolanti nonostante l’offerta in crescita, suonerebbe come una presa in giro, il modo per fare cassa, un’offesa verso gli sforzi e gli investimenti dei costruttori in direzione di una maggiore efficienza. Senza dimenticare - anche se in queste pagine ci soffermiamo prevalentemente sulle proposte alternative, quelle che rendono le automobili «libere di circolare» - che le motorizzazioni a benzina e diesel di ultima generazione riducono ormai al lumicino le emissioni non solo della CO2, ma delle sostanze veramente inquinanti. Quindi, non devono essere più considerate un demonio per partito preso. Abbiamo comunque deciso di dedicare queste pagine alle automobili che hanno libero accesso nelle zone a traffico limitato, dalla Fiat Panda EasyPower (Gpl) alla Porsche Cayenne ibrida. Sì, proprio lei. La tanto «odiata» Cayenne ha un cuore verde. E lo stesso vale per tanti altri modelli che, con troppa superficialità, vengono messi alla gogna per disinformazione e pura strumentalizzazione. Ecco, dunque, il parco più virtuoso a disposizione degli italiani. Oltre a rendere l’aria più pulita, con molti dei modelli che presentiamo (quelli a gas), c’è modo anche di risparmiare.

Commenti