La Signora scherza con il fuoco: salvata da un baby

Coppa Italia, bianconeri avanti 2-0, poi la rimonta del Genoa: nei supplementari decide l'esordiente Rafia

La Signora scherza con il fuoco: salvata da un baby

Ottantaquattro secondi per il primo gol della serata. Ventitrè minuti per il raddoppio e per considerare sulla carta già chiuso l'ottavo di finale di Coppa Italia che vedeva di fronte Juventus e Genoa: la Signora appariva troppo superiore, sia pure con mille giovani in campo. Siccome però mai nulla può essere dato per scontato, prima il gol di Czyborra regalava un po' di pepe al match e poi una magia di Melegoni (scuola Atalanta) lo riportava addirittura in equilibrio. Fino ai supplementari, dove il tunisino Rafia segnava il decisivo 3-2. Alla fine, soffrendo in maniera esagerata e ricorrendo addirittura a Ronaldo, Signora qualificata e in attesa di incontrare la vincente di Sassuolo-Spal.

Per l'occasione, Pirlo ha inaugurato il 3-5-2 con Dragusin, Demiral e Chiellini (al rientro dopo infinite settimane ai box) centrali, Wesley e Bernardeschi esterni della linea di centrocampo, Kulusevski e Morata di punta. Niente Ronaldo, comunque in panchina a immaginarsi la sfida di domenica al Meazza contro l'Inter. Ecco, lo spagnolo e lo svedesino si rivelavano imprendibili nei primissimi minuti: troppo acerba e disorganizzata la difesa ligure, facilmente superabile con due passaggi in verticale. Addirittura, Chiellini si scopriva uomo assist dopo meno di due minuti: Kulusevski ringraziava, Paleari meno. Dopo un quarto d'ora, la Signora avrebbe già potuto essere sul 3-0 se solo la mira fosse stata migliore. Cambiava poco, comunque: assist al bacio di Kulusevski, gol di Morata. Tutto facile e tutto piacevole, con la gentil collaborazione dell'esordiente Dumbravanu e compagnia. Particolarmente a suo agio ma solo nel primo tempo - l'ex parmense nel ruolo di seconda punta: peccato che, in presenza di CR7, la Juve non indossi mai il vestito di ieri sera non potendolo adattare al portoghese.

Trovato il raddoppio, la Juve mostrava però le solite falle davanti a Buffon: Czyborra si intrufolava in mezzo a Dragusin e Wesley (quest'ultimo all'esordio assoluto in bianconero) segnando di testa, prima che Bernardeschi sprecasse la palla del 3-1 che ad Arthur e Portanova venissero annullate due reti per fuorigioco. Dall'altro lato si dannava l'anima Scamacca, pronto a diventare bianconero nei prossimi giorni e autore di qualche discreta giocata senza però mai impensierire personalmente Buffon. Nella ripresa Pjaca colpiva la traversa, Pirlo si cautelava con Bonucci e Danilo ma nulla poteva sulla perla di Melegoni: ai supplementari, Paleari si esaltava su Bonucci prima di arrendersi a Rafia, esordiente assoluto in prima squadra. I campioni d'Italia soffrivano comunque fino alla fine, presi quasi a pallate dagli irriverenti rossoblù e costretti a ringraziare Arthur per un salvataggio sulla linea su colpo di testa di Radovanovic.