La favola, finalmente, è anche rossa. Jannik Sinner canta l'inno di Mameli a Monte Carlo, e chissà cosa diranno gli specialisti in certificati di residenza: "È stato bellissimo dice al pubblico italiano sugli spalti -: con voi qui è come essere nel nostro Paese". Il trionfo nel vento del Principato contro Carlos Alcaraz è di quelli che mettono un punto: è la prima sfida diretta ad alto livello (nel '22 vinse in un 250) conquistata sulla superficie preferita dal rivale, ed è quella che gli restituisce il numero uno del mondo. Monte Carlo è davvero di Jannik ora, e il futuro ha un altro colore e un'altra luce. Quella di Parigi, per dire.
"Essere in cima al ranking è importante, ma la classifica è secondaria: sono più felice di avere un trofeo del genere da mettere a casa". La saggezza del campione riesce a spegnere tutte le iperboli: la giornata è sicuramente storica, ma il ragazzo sa che di sicuro non è stata la partita perfetta. Lui e Carlos sono stati fantastici nel domare le folate che arrivavano da tutte le parti, ma di certo "non era il giorno migliore per giocare a tennis": insomma, nel 7-6, 6-3 finale c'è questo e molto altro. Per esempio che Sinner è stato bravissimo ad approfittare dei punti importanti e resistere nei momenti difficili. E il fatto che lo spagnolo si è trovato avanti di un break in tutti e due i set, ma non ha mai avuto la faccia di uno sicuro di farcela. E d'altronde le statistiche non mentono: solo 3 ace di Alcaraz (a zero), e soprattutto 45 errori non forzati a 38. Roba da partita bruttina, però non si poteva far di meglio.
E dunque Jannik è stato grande, entrambi sono stati grandissimi. Soprattutto alla fine, con quell'abbraccio pieno di affetto. E con le parole di Carlos: "Devo prima di tutto parlare a Jannik: sono felice di vederti conquistare così tanti titoli davanti alla tua famiglia". Sinner, nel frattempo, era andato ad abbracciare tutto il suo angolo (nota gossip: no, niente bacio a Laila), prima di ricambiare: "Tu stai facendo cose straordinarie alla tua età, ed è bello incontrarti in finale". Poi, appunto, l'inno cantato col sorriso e quasi lo stupore di avercela fatta: "Non saprei come commentare, siamo venuti qui per accumulare più match possibili. Sono partite, queste, nelle quali ti devi fidare delle tue sensazioni e devo ringraziare il mio team: sto ancora cercando di capire come giocare bene su questa superficie". Figuriamoci quando lo avrà scoperto.
Intanto Jannik è davanti a tutti con 160 punti di vantaggio su Alcaraz, che va subito a Barcellona con un granello di terra negli ingranaggi.
Il Nostro Eroe invece si prende un po' di riposo, ed è un esempio per tutti, visto che un minuto dopo l'ultimo punto è arrivato un messaggio dal titolo Numero uno, cosa potrà succedere a Roma. Daì ragazzi, fermiamoci a godercela