Il lodo Wenger cambierà il calcio. Infantino ha annunciato la modifica della regola del fuorigioco (ritorno all'origine, calciatore totalmente oltre l'avversario), guardandosi bene da svelare il nome di chi ha studiato e voluto la riforma, dunque un ex allenatore, Arsène Wenger, illustre francese uomo di campo, non un boiardo del governo calcistico. La premessa riguarda le ennesime decisioni arbitrali sull'off side, quella relativa al gol annullato a Scamacca e altre facezie. Difficile commentare le partite senza coinvolgere la sala Var o Bar, il turno post capodanno ha prodotto la fuga del trio di testa da Roma e Juve, unite dalla modestia. Va registrata l'epifania della Fiorentina che ha acciuffato la speranza di salvezza con il suo attaccante vero, Kean, schierato per grazia ricevuta, Firenze respira ma l'aria resta avvelenata e velenosa al punto da inscenare la fatwa nei confronti dell'israeliano Solomon, protagonista dell'azione vincente. Dunque Inter solita e solida sull'ipotetico Bologna, bene il Napoli, compatto e autoritario, male la Lazio, inguardabile, lenta e innervosita dalla questione di cui sopra, arbitraggi ed espulsioni, la Roma dei 7 re ha anche 7 sconfitte ma nessuno tocchi l'imperatore in panchina.
Il sabato del villaggio aveva ribadito la teoria di Allegri, un gol basta, il resto non conta, il cinico Milan procede come un diesel, esattamente l'opposto della scuola Spalletti che sta dando un gioco alla Juventus poi ingolfato e rovinato dagli sciagurati figli dell'algoritmico Comolli, al secolo David e Openda, attaccanti banali però con salario lordo di 25 milioni! Ora tre giorni di football, invece di fare festa tutta in una volta con la Befana, "quelli di Perth e del pallone arancione" hanno distribuito 10 partite da domani a giovedì. E poi parlano di campionato regolare.