La "stonata" di Pirlo non nasconde l'allarme Juve

Lo sfogo del tecnico per il rigore dato al Napoli non convince. E la squadra è in una fase di involuzione

Succede a tutti di sbagliare. Anche a Giorgio Chiellini e ad Andrea Pirlo. Pilastri della Juventus che fu, quando l'ex numero 21 scendeva in campo, e indispensabili anche oggi pur se quest'ultimo in una veste diversa. Gli errori però si commettono comunque. E si pagano, quasi sempre. Così, succede che al Maradona i due ne abbiano azzeccate poche nonostante fossero reduci da un periodo in gran spolvero: il difensore era stato giustamente osannato perché, grazie al suo rientro in squadra, la difesa era tornata a essere blindatissima e i risultati ne erano stati diretta conseguenza. La Juve ha anche scelto di abbassare un po' il proprio baricentro per non esporre il proprio numero tre ad affannose corse all'indietro diventate improbabili alla veneranda età di 36 anni e la scelta si era rivelata vincente: poi, però, sono arrivati il match contro il Napoli e quella sbracciata su Rrhamani che tutte le moviole ma proprio tutte hanno ritenuto eccessiva e meritevole del rigore che ha condanno la Signora alla sconfitta. Lo stupore del Giorgione nazionale, che il ct azzurro Mancini non vede l'ora di convocare per i prossimi Europei, è stato evidente, probabilmente perché in passato analoghe situazioni non erano state sanzionate: detto che la vera Juventus avrebbe comunque avuto tutto il tempo per ribaltare la situazione contro un Napoli decimato dalle assenze, lo sbaglio più grande l'ha forse commesso Pirlo nel post partita. Lamentandosi dell'arbitraggio, parlando di «rigore dubbio» e spiegando che «se un episodio del genere fosse successo a noi, ci sarebbero stati molti più casini e molte più polemiche. Andiamo comunque avanti, siamo contenti della prestazione».

La qual cosa stona a sua volta: vero che Meret è stato il migliore in campo, vero anche che i bianconeri hanno regalato il primo tempo agli avversari e che nella ripresa si sono riversati nell'area avversaria più con la forza dei nervi che con idee di gioco chiare e definite. Senza Arthur, la cui assenza potrebbe anche protrarsi per un periodo non necessariamente breve (è a rischio operazione per una calcificazione di natura post traumatica a livello della membrana interossea della gamba destra), il centrocampo perde lucidità e linearità visto che le caratteristiche di Rabiot sono del tutto differenti da quelle del brasiliano. E magari non è nemmeno un caso che in campionato la media punti con Arthur titolare sia stata di 2,2, mentre quella senza' scenda a 1,81: sue controfigure tecniche però nella rosa bianconera non ne esistono e bisogna quindi che Pirlo si inventi qualcosa di diverso anche in ottica Champions. Rivitalizzando per esempio Kulusevski e Morata, in attesa che tornino disponibili Ramsey e Dybala. Servono tecnica e qualità, insomma: non lamentele.

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