Suso, il "cardellino" formato risparmio che fa volare il Milan

Costato solo 200mila euro, rigenerato al Genoa da Gasperini, uomo chiave di Montella

Suso, il "cardellino" formato risparmio che fa volare il Milan

Ciò che non riuscì al Liverpool nè al Milan di Mihajlovic sta per riuscire al Milan di Montella. Quel che sembrò un talento purissimo sotto il sole di Pegli, centro sportivo del Genoa, lucidato dall'abile insegnamento di Gasperini, comincia a luccicare anche dalle parti di Milanello. E allora si può adesso parlare di Jesus Joaquin Fernandez Saez de la Torre, che non è uno scioglilingua ma l'identità completa di Suso ribattezzato cardellino da Carlo Pellegatti, il cantore dei rossoneri, senza destare i soliti sospetti d'anticipare i tempi. Perché i tempi sono maturi per una riflessione e per qualche indagine sul conto di questo andaluso di appena 23 anni (il prossimo 19 novembre) dal cipiglio fiero anche per sottolineare il merito di un collaboratore rimasto sotto il pelo dell'acqua dal giorno in cui Ariedo Braida, ferito nell'onore, levò le tende per poi accamparsi, comodamente, al Barcellona. Suso è una scoperta di Rocco Maiorino, occhio vigile del club berlusconiano, agli europei under 19 in Estonia. Da allora asfissiò Galliani che di recente ha confessato: «Maiorino mi ha letteralmente stressato per acquistare Suso e così ho ceduto nel gennaio del 2015 spendendo la modica cifra di 200mila euro». Andò proprio così. Suso fu uno dei protagonisti della Spagna campione d'Europa della categoria e Maiorino prese nota di quel ragazzo col mancino velenoso capace di far gol e di servire assist. Ne seguì personalmente la traiettoria a Liverpool, dove complice un infortunio, non trovò molto credito così da liberarsi quasi gratis. «Ha un sinistro micidiale»: Maiorino lo presentò ai suoi senza aggiungere molto altro.

Ma, all'inizio, neppure al Milan andò meglio tra il secondo semestre di Inzaghi e il primo di Mihajlovic perché, al netto di un paio di perle durante un'amichevole a Reggio Emilia, di Suso si persero le tracce e finì sul conto del Galliani contestato dalla curva ostile. Sinisa lo schierò per un tempo contro l'Empoli, esperimento fallito e fine dei giochi con trasferimento successivo al Genoa dove Suso tornò, forse per via del mare, a essere più di una promessa calcistica. Fece innamorare il Grifone con quei due gioiellini di gol nel derby di ritorno e da allora fu tutta una processione a casa Milan per ottenere la cessione definitiva. Si oppose Galliani, Montella disse ok ed ecco Suso diventare uno dei pilastri del nuovo Milan risalito al terzo posto.

«Fa gol solo in viaggio» fanno sapere i sapientoni perché i due centri sono fissati nei tabellini di Napoli e Palermo e perchè di solito il giovanotto si esercita molto con gli assist, in particolare per Bacca, tipo quello delizioso a Genova contro la Samp. Suso è di una pasta particolare, niente social, zero serate fuori casa, è uno che parla poco, che si dispera a Palermo per un paio di punizioni che il portiere di De Zerbi rinvia alla grande prima d'infilare nella selva antica un pallone deviato di tacco da Lapadula. E la scenetta successiva è unica: uno, Lapadula, corre incredulo verso la curva amica, l'altro, il cardellino, s'inginocchia per ringraziare il destino di quel rimborso indiretto.

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