La "profezia" sulla Juve di Pirlo "Me ne intendo, cosa accadrà..."

In esclusiva per ilgiornale.it, Alessio Tacchinardi ha parlato a 360° della lotta scudetto, della Juventus di Andrea Pirlo, dell'Inter di Conte e di molto altro ancora

Alessio Tacchinardi ha vestito la maglia della Juventus per ben undici stagioni nelle quali è stato spesso un elemento cardine e uno dei punti di riferimento per i suoi compagni. Con i colori bianconeri il 45enne di Crema ha messo insieme 404 presenze condite da 15 reti in tutte le competizioni ed ha messo in bacheca la bellezza di cinque scudetti, una Coppa Italia, quattro Supercoppe Italiane, una Champions League, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa Europea.

Tacchinardi conosce molto bene il calcio italiano e l'ambiente Juventus ed in esclusiva per ilgiornale.it ha dato il suo giudizio su questa nuova stagione travagliata ai tempi del coronavirus, ha parlato della lotta scudetto, di Andrea Pirlo, Antonio Conte e molto altro ancora:

Le notizie degli ultimi giorni, con le tante positività al coronavirus in casa Genoa, stanno preoccupando la Serie A. Lei cosa pensa di questa situazione?

"La situazione per ora è circoscritta ad una squadra ma è preoccupante. Partiamo dal presupposto che questa è un'altra stagione particolare e mi spiego subito. L’anno scorso è finita in una certa maniera e io l'avrei fatta anche finita prima ma questo ormai è un altro discorso. Oggi, però, non si può dire ancora una volta che questo sia un campionato normale perché senza il pubblico non è la stessa cosa. Faccio alcuni esempi: squadre come Benevento e Lazio contro Inter e Atalanta a livello di motivazioni sono state penalizzate nell'ultimo turno di campionato perché con uno stadio pieno, giocando in casa, avrebbero sicuramente dato di più. Ripeto, questo è già un campionato particolare, il ritmo di gioco è migliorato rispetto ai mesi scorsi ma questo incubo covid fa tenere alta l'allerta e navigare tutti a vista. Possiamo solo aspettare sperando che tutto vada bene".

Secondo lei Juventus-Napoli andrebbe rinviata, vista la positività di Zielinski e la possibile incubazione del virus da parte di altri calciatori azzurri, o è giusto giocare?

"Io oggi non faccio il calciatore, faccio il commentatore televisivo e siamo controllati per via di questa pandemia e sinceramente i giorni precedenti all'esito del tampone si è un po' preoccupati. Non oso immaginare cosa possa passare nella testa di un calciatore... Se immagino la settimana dei giocatori del Napoli non penso se la siano passata bene dato che una partita si prepara quotidianamente e c'è anche l'extracampo. Non voglio entrare nel merito e non so se sia giusto giocarla o rinviarla ma anche la stessa Juventus potrebbe essere preoccupata di essere contagiata da alcuni calciatori azzurri che magari stanno incubando la malattia. Io penso che già con tre positività si debba non giocare ma questo è un mio pensiero...Diamo ancora un mese a questa situazione e poi o le cose migliorano oppure si rischia che si finisca del tutto ancora una volta".

Parliamo della partita dello Stadium, che gara si aspetta?

"Vedo una bellissima partita, con delle belle situazioni di gioco. Questa sarà sicuramente un’altra prova importante per Pirlo che nel suo processo di crescita deve trovare la quadratura di gioco della sua squadra, gli equilibri giusti. Andrea ha comunque una squadra con carattere, che non molla mai come dimostrato a Roma e con un CR7 in una condizione strepitosa. Per il Napoli, invece, do ragione a Conte quando dice che gli azzurri vengono un po’ snobbati per la lotta al titolo. A livello offensivo la squadra di Gattuso non è seconda a nessuno e ripeto se tiene anche Koulibaly può lottare per lo scudetto".

In tanti stanno criticando la scelta della Juventus di affidarsi a Pirlo in panchina, lei come si pone in merito a questo argomento?

“Io dico che se alleni la Juventus sei spesso soggetto a critiche e devi accettarlo. Bisogna dargli il tempo di sbagliare, di fare le sue prove e di trovare la quadratura. La scelta della dirigenza è stata coraggiosa ma Agnelli quando prende una decisione la pondera a 360°. Ripeto, a Pirlo va dato il tempo di sbagliare...se commette errori un allenatore bravo ed esperto come Gasperini, ad esempio, che ha alle spalle tantissime panchine in A, Andrea che ne ha solo tre può commettere tutti gli errori di questo mondo. Poi chiaro che se alleni la Juventus devi sbagliare il meno possibile ma la sfida per Pirlo è tremendamente stimolante, difficile ma stimolante. Lui è un ragazzo umile e potrà diventare un grandisismo allenatore, oggi ovviamente non si può ancora dirlo che lo sia perché ha appena iniziato la sua carriera da allenatore ma sono sicuro che farà bene".

Capitolo Champions League, è l'anno giusto per vincerla?

“Su questo discorso sono ferrato, parli con uno che ne ha vinta una e perse tre... (ride; ndr). La Champions è sempre difficile come competizione, devi arrivare in quel periodo e stare benisismo fisicamente e mentalmente, la Juventus degli ultimi due anni è arrivata scarica e non in grande condizione fisica e si è visto. La rosa bianconera però è sempre pronta per vincerla anche se poi non è mai facile come insegnano City e Psg. Questo però non deve essere un’ossessione, la rosa non è ancora definitiva c’è qualcosa che bolle in pentola in entrata e in uscita ma la Juventus ha sempre dato ai suoi allenatori ros d primo livello per poterla vincere. Attacco e difesa sono forti, l'unico mio dubbio è sul centrocampo che deve fare molto di più soprattutto con Ramsey e Rabiot che costano tanto e devono dare di più".

L'Inter ha colmato il gap con la Juventus?

“Penso che l’Inter abbia colmato completamente il gap con la Juventus e nella griglia per lo scudetto la metto alla pari con i bainconeri. Subito dietro il Napoli poi vedo Lazio e Atalanta, il Milan ancora un gradino sotto e poi la Roma. Tornando all'Inter comunque penso che il lavoro di Antonio sia meno difficile di quello di Pirlo. I nerazzurri hanno messo nel motore giocatori importanti e pronti per portare alla vittoria la squadra che viene da una stagione passata importante con un secondo posto in campionato e con una finale di Europa League. Ripeto, il lavoro di Conte sarà più facile di quello di Pirlo perché viene già da un anno dove ha costruito qualcosa, Andrea deve ancora costruire".

Vede dunque un'Inter vincitrice del campionato?

"No, penso che sarà tirata fino all'ultimo ma alla fine vincerà ancora la Juventus. Per quanto riguarda la lotta Champions invece vedo sicuro il Napoli e poi vedo una lotta tra Atalanta e Lazio con il Milan che potrebba fare da terzo incomodo".

Secondo lei quindi il Milan resterà ancora fuori dalla Champions League?

"Sì, sta facendo molto bene ma penso non abbia quella qualità e quella forza d’urto che devono avere le squadre per arrivare in Champions. Poi chiaro che se la potrà giocare ma ad oggi la vedo indietro rispetto ad Atalanta e Lazio".

Questo sarà l'ultimo anno di CR7 a suo parere?

“Io vedo un CR7 felice alla Juventus. L'anno scorso sia lui che la squadra non mi sembravano così felici e penso fosse anche giusto cambiare guida tecnica perché qualcosa non andava. Penso che Cristiano sia un fenomeno assoluto e non so se resterà alla Juve ancora a lungo visto che poi dipende anche da come vanno i risultati. Ripeto, la cosa bella è vederlo felice e motivato alla Juventus e questo è già importante, poi chiaro che anche i successi aiutano a tenere vive le cose".

Si rivede in qualche giovane calciatore italiano o straniero del nostro campionato?

“Per rimanere sui giovani italiani direi che Tonali è un calciatore che mi somiglia molto. Lui, però, ora deve fare l'ultimo salto di qualità a livello mentale. Sandro è andato in una società sana, forte e vincente, mi piacerebbe che diventasse un top a livello italiano e a livello europeo e penso sia sulla buona strada anche perché mi sembra ben centrato sul campo e non sull'extracampo come succede a tanti giovani di oggi. Per quanto riguarda gli stranieri, invece, mi rivedo anche Bentancur che è un calciatore che mi piace molto. Ecco, io faccio il tifo per questo tipo di giocatori".

Ci narra un aneddoto particolare dei suoi anni passati alla Juventus?

"Ce ne sono tantissimi però l'aneddoto più bello è legato al 5 maggio (ride; ndr) Mi ricordo in settimana che ci allenavamo normalmente sapendo che l’Inter avrebbe vinto con la Lazio e ricordo che tutti noi eravamo delusi perché avevamo computo una bella rimonta... Ricordo l’incazzatura di Lippi che ci vedeva delusi perché lui ci credeva e ci ha martellato per tutta la settimana. Alla fine posso solo dire che ha avuto ragione lui e in quella folle giornata non si capiva niente perché all'ora non c'erano tutti i cellulari come oggi e non si capiva cosa stesse succedendo. Due anni prima perdemmo lo scudetto all'ultima gioranta, due anni dopo lo vincemmo all'ultima giornata. Questo è l'augurio che faccio al campionato: di essere equilibrato fino all'ultimo".

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