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Antonini, uno "spettro" si aggira su città ignare

Dopo Trapani, il patron vuole ripartire altrove

Antonini, uno "spettro" si aggira su città ignare
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Uno spettro si aggira per l'Europa, stavolta travestito da imperatore del basket con corona di latta, scettro di tweet al veleno ed ego da dirigibile.

Valerio Antonini è atterrato a Trapani da messia multimilionario, ha gonfiato gli Sharks in LBA e Champions con milioni svaniti in un soffio, impianti da spot patinato e proclami, per poi farli implodere in barzelletta surreale. Gran finale da cabaret ed esclusione dalla Serie A in gennaio, risultati azzerati come brutto sogno, ammenda da 600K euro, inibizione per il re offeso. Penalizzazioni da collezionista e vittimismo da Oscar, tifosi bidonati, tempeste ordite da nemici, malagiustizia, e la FIP che non vedeva.

Tocco satirico supremo, dice che Trapani lo ha pugnalato e lui che fa? Molla? Macché, rilancia. Ripartirà altrove, in un'altra città con stimoli freschi. La greca Drepanon? Parentesi sfortunata, esperimento sabotato da burocrazia cieca, istituzioni ostili, gente che non ha colto il privilegio del suo impero. Il grande progetto da 170 milioni, Cittadella dello Sport da paradiso cestistico, 400 posti di lavoro come coriandoli, tutto evaporato. Salverà titoli e soldi, magari rilevando un altro titolo A per scaricarlo al volo, e rinascerà.

Nel calcio ha accumulato quindici punti di penalizzazione per vizi gemelli, ma il circo clou è sul parquet, con ambizioni da tycoon e zero accountability, pronto per montare un altro trono di cartone in una città ignara che penserà di aver vinto il jackpot.

Domanda impertinente: chi si straccia le vesti ora, può essere certo di poter scagliare la pietra senza che torni indietro come boomerang?

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