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Il trionfo dei 2 comandanti. Chivu ricuce, Lautaro guida

Uno ha lucidato l'autostima del gruppo, l'altro incide anche quando è infortunato

Il trionfo dei 2 comandanti. Chivu ricuce, Lautaro guida
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L'ha vinto tutta l'Inter, Chivu e Lautaro un po' di più. Facce da scudetto, comandanti in campo e fuori: la (ex) scommessa e la certezza del mondo nerazzurro. Il terzo per il bomber, il primo per l'allenatore, che però ne aveva già vinti 3 da giocatore, insieme a tutto il resto. Come lui, titolo in campo e in panchina, in nerazzurro c'è solo Armando Castellazzi, anni '30 dell'altro secolo, quello di Chivu è un passo nella storia nerazzurra. "Grazie ma con quello che ho vinto io, nella storia dell'Inter c'ero già", scherza ma non troppo nel momento del trionfo. E ha ragione lui. Da scommessa che era, la scommessa l'ha vinta. Poco conta che gli altri, la presunta concorrenza, siano dispersi nella polvere della sua Inter.

Non era scontato, ce l'ha fatta e si è preso prima la squadra e poi lo scudetto. Senza presunzione, senza rivoluzioni. Lavorando in campo su quello che già c'era e quello che di suo aveva da portare e fuori dal campo lustrando l'autostima di un gruppo scosso dal finale della scorsa stagione e sconquassato dalle polemiche, quelle che proprio Lautaro aveva reso pubbliche all'ultimo atto dell'anno finanziariamente più ricco della storia nerazzurra, chiuso però senza vittorie.

Perché Lautaro, già 8 stagioni di Inter, ne è il leader ben oltre l'anzianità di maglia o il rendimento in campo, fatti e non solo numeri, quelli che quando gioca dicono che la squadra segna il doppio rispetto a quando lui non c'è e mai come quest'anno c'è stato poco, 50 giorni fuori per un polpaccio malandrino. Eppure, anche da infortunato è stato spesso in panchina, capitano non giocatore, comandante da scudetto.

"Voglio vincere ancora": detto da lui, che fuori dall'Inter ha già vinto un Mondiale e due volte la Coppa America, suona un po' come promessa e un po' come minaccia, dipende da chi ascolta. E l'oggetto di sicuro va oltre la finale del 13 maggio con la Lazio.

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