Uefa, politica e pubblico "spaccano" la SuperLega. City fuori, altri 5 in bilico

Vertice d'urgenza dei dodici ieri sera dopo il clamoroso dietrofront delle inglesi. E in Spagna...

Uefa, politica e pubblico "spaccano" la SuperLega. City fuori, altri 5 in bilico

Scissioni, separazioni, cambiamenti, veleni. E ora anche una clamorosa retromarcia. Il livello dello scontro tra i 12 club «separatisti» della SuperLega, le massime istituzioni sportive e i Governi è stato il più alto di sempre. Ma la querelle che ha tenuto banco nelle ultime 48 ore rischia di finire in una bolla di sapone: tutti i club hanno avuto ieri sera una «zoom call» per cercare una "exit strategy" al progetto, considerate le proteste che si sono levate da più parti.

Tutto ruota intorno alle Big Six della Premier league pronte a lasciare il progetto, come scrive il Mundo Deportivo. Il 50 per cento del gruppo di «secessionisti» che ora si sta spaccando. Sul fronte politico il premier inglese Boris Johnson è apparso nelle ultime ore il più attivo, tra i leader politici europei, nell'annunciare rappresaglie contro i club ribelli, al punto da invocare una «bomba legislativa» per bloccare il progetto. Il calcio d'Oltremanica è quello che più di tutti avrebbe da perdere dal varo della Super Lega, visto che la ricca Premier verrebbe in gran parte svuotata del suo significato di brand globale.

«Noi siamo il calcio europeo, loro no. Tutti commettono degli errori, ma c'è ancora tempo per cambiare idea. E la Juve dov'era 15 anni fa? In Serie B», ha tuonato ieri il presidente dell'Uefa Ceferin che venerdì terrà una riunione straordinaria per le eventuali sanzioni ai «ribelli». Nel mirino soprattutto i proprietari di club inglesi pronti a varare il nuovo torneo. Il Manchester City ha già ufficializzato l'uscita («felice che sia tornato in famiglia», così Ceferin), il Chelsea è quasi fuori (con Abramovich messo all'angolo dalla rabbia dei tifosi accorsi a Stamford Bridge). Ma pure l'Arsenal e il Manchester United (con le dimissioni del Ceo Woodward) sarebbero intenzionati a mollare nonostante i proprietari americani fossero tra i fautori dell'operazione. E sulla scia degli altri lascerebbero anche il Tottenham che ha appena esonerato Mourinho, e il Liverpool, che ha dovuto registrare la pesante contestazione dei tifosi della Kop, l'ammutinamento dei calciatori e ha perso uno degli sponsor.

E in Spagna, dove il premier Pedro Sanchez non ha ancora preso una posizione ufficiale sulla vicenda, al momento l'Atletico Madrid è in fase di riflessione come il Barcellona che però attenderà l'assemblea dei soci per la decisione definitiva, come prevede una clausola fatta inserire dal presidente Laporta nella firma del documento istitutivo del torneo. Mancherebbe solo il Real di Florentino Perez, presidente della neonata competizione, che ha esternato in tv parlando di un «Ceferin impresentabile, non può insultare così Agnelli e non ci minacci, noi vogliamo salvare il calcio», convinto che «i club ribelli non saranno esclusi dalla Champions». Proprio in queste ore una sponda a Perez è arrivata dal tribunale di Madrid che ha diffidato Uefa e Fifa da qualsiasi provvedimento sanzionatorio contro i club che hanno lanciato la Super League e i loro calciatori. Mentre il numero uno della Liga Tebas, da ieri nell'Esecutivo Uefa, ha definito Perez «disperato» e la Super Lega «la morte del calcio».

La piega che sta prendendo la vicenda è comunque incredibile. Ieri si era ulteriormente rinforzato l'asse franco-tedesco a difesa del calcio europeo. «I club non possono restare impuniti», così la Federcalcio transalpina. Non a caso si oppongono idealmente al nuovo progetto i Bleus campioni del Mondo in carica e la massima espressione del calcio teutonico, quel Bayern Monaco vincitore dell'ultima Champions. «Super Lega modello chiuso», così Psg, Bayern e anche la Roma in Italia. «Chi ha fatto certe scelte, ne pagherà le conseguenze», così il presidente Fifa Infantino. Ora alleato di Ceferin dopo anni di battaglie sui format delle competizioni. Ma era proprio Infantino a volere un Super Mondiale per club a 24 squadre, un antipasto della Super Lega e che avrebbe già minacciato la Champions. Progetto al momento abortito. Possibile mediatore in Italia, con Juve, Inter e Milan dentro il progetto ma che restano ora con il cerino in mano, il presidente della Figc Gravina entrato ieri nell'Esecutivo Uefa. «Super Lega fulmine a ciel sereno. L'ipotesi esclusione dalla serie A delle tre? Non difendiamo scudetti ma i valori dello sport».