Valentino adesso lasciali

Fino all'altro ieri il ritiro di Valentino Rossi dalle corse avrebbe dovuto essere con un titolo tra le mani, il decimo, l'undicesimo non importa, un altro ancora almeno. Lui, una coppa, il sorriso, la storia. Da ieri il suo ritiro dovrebbe essere silenzioso e sdegnato

Valentino adesso lasciali

Lasciali Valentino. Lasciali andare a 350 all’oracontrolaloroinfamia. Dove vuoi che vadano? Lascia Lorenzo, Marquez, lascia la Moto Gp, l’organizzazione spagnola, i giudici. Lascia tutti al loro destino da vigliacchi. Fino all'altro ieri il ritiro di Valentino Rossi dalle corse avrebbe dovuto essere con un titolo tra le mani, il decimo, l'undicesimo non importa, un altro ancora almeno. Lui, una coppa, il sorriso, la storia. Da ieri il suo ritiro dovrebbe essere silenzioso e sdegnato: dovrebbe voltare le spalle a chi ha tradito lo sport. Perché fino all'altro ieri era sport: anche il duello in Malesia, anche il volere la sconfitta di un avversario prima che la vittoria propria (come ha fatto Marquez nelle scorse settimane). Faceva tutto parte di qualcosa di accettabile, scorretto ma nei limiti, perché nello sport può valere anche il giocare contro. Cioè: io gioco contro di te, più che a favore di me stesso, anche se questo avvantaggia un terzo.

Ma da ieri, dalla gara che avrebbe dovuto stabilire se Marc Marquez e Jorge Lorenzo fossero uomini, caporali o pagliacci s'è scoperto che aveva ragione Valentino a dire che c'era davvero qualcosa di sporco, di organizzato, di precostituito: non era l'orgoglio di Marquez di mettere la sua ruota davanti a quella del suo ex idolo, ma un disegno preciso, uno sport singolo diventato sport di squadra ma trasversale, perché qui le Honda fanno la gara per la Yamaha, che è come dire che la Juve gioca per l'Inter, solo perché tutti i piloti sono spagnoli.Rossi derubato, anzi rapinato. Dovrebbe chiudere le valigie, portarsi dentro i suoi nove titoli e lasciarli. Correte da soli, tra di voi: dove volete andare? Senza Valentino oggi non esiste la MotoGp. Senza Vale, non esistono Lorenzo, Marquez e Pedrosa (che è sembrato il più pulito ma che ieri Lorenzo ha coinvolto almeno a parole nel biscottone). Senza Vale, il Motomondiale è il campionato della penisola iberica: corrono spagnoli, su circuiti spagnoli, con organizzazione spagnola e giudici spagnoli. Risultato: in due anni uno spettacolo globale diventa bega di condominio, sfida di quartiere. Adios sponsor, adios euro, adios visibilità. Chi sono questi presunti atleti? Chi sono questi presunti campioni? Valentino che sorride amaro a fine gara è stato gli ultimi vent'anni di questo sport: Lorenzo e Marquez insieme sono il nulla da ieri. Con queste regole, con questa organizzazione l'anno prossimo sarà lo stesso. Tanto vale decidere chi vince il Mondiale all'inizio della stagione. Vince uno spagnolo, tanto. Valentino volta le spalle, cammina, si porta dietro centinaia di migliaia di persone che vanno a vedere le gare solo per lui, anche in Spagna dove c'erano più fan suoi che della coppia Lorenzo-Marquez. Si porta dietro milioni di persone che seguono la tv, nel mondo. Ciao ragazzi, se lui se ne va, si porta il suo sport con sé.Giuseppe De Bellis

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