Var, espulsioni e rigorini. Allenatori nel mirino degli arbitri confusi

Pesa il diverso metro di giudizio su situazioni simili. Ma i tecnici sono sempre più esagerati

Var, espulsioni e rigorini. Allenatori nel mirino degli arbitri confusi

Tutti a casa. Gasperini, Mourinho, Spalletti e Inzaghi dietro la lavagna per un turno. Loro continuano a ripetere di non avere capito i motivi dell'espulsione, ma il giudice sportivo evidentemente sì. Più che interrogarci sugli arbitri come sempre nel mirino, assediati da chi perde ma anche da chi pareggia, domandiamoci come mai adesso sono tutti questi allenatori a finire nei guai per il loro comportamento, ormai costantemente sopra le righe. Il designatore Rocchi ha spiegato sull'espulsio di Spalletti: «Massa ha reagito come abbiamo chiesto di fare. In quel momento si è sentito attaccato. Gli arbitri devono essere educati e intransigenti verso chi si comporta male».

I signori delle panchine non accettano di essere cacciati da «ragazzini a cui neanche si può controbattere», come ha detto Gasperini, «signori che non ci mettono mai la faccia». Ma la realtà è che spesso e volentieri, ormai, sono gli allenatori a essere costantemente sopra le righe, autoreferenziali, nel pieno della loro missione taumaturgica con effetto sul calcio. Magari gli arbitri avranno anche sbagliato, avranno esagerato nell'allungare le orecchie verso le panchine, piuttosto che gli occhi verso il campo, ma sta di fatto che tante volte gli atteggiamenti di molti allenatori a bordo panchina sono al limite dell'insopportabile. Gasperini giura di non aver detto assolutamente nulla, ma Mourinho che si è preso due ammonizioni non può dire di essere la verginella immacolata dell'Olimpico. E anche Spalletti, probabilmente, avrà pagato l'atteggiamento provocatorio nei confronti di Massa, anche se dice di non avergli detto niente di grave. Quanto a Inzaghi, lui stesso ha ammesso che la sua reazione «non è stata bella da vedere», ed è difficile trovare un allenatore che sappia fare autocritica come quella dell'interista. Ma poi torna a scaricare le colpe della rimonta subita sull'errore dell'arbitro e sull'intervento del Var, senza quanto meno condividerle con la sciagurata entrata di Dumfries e con le responsabilità di chi l'ha mandato in campo. Perché molti concordano nel dire che quello fischiato a favore dei bianconeri è stato proprio un rigorino, ma tutti poi riconoscono la scompostezza inutile dell'intervento dell'interista. E allora nel mezzo bisogna prendere atto della decisione del Var, anche perché è stato inventato apposta per dirimere questioni che altrimenti avrebbero lasciato polemiche per un mese. O per anni, come è successo in certi casi.

Gli interventi sui fuorigioco, ad esempio, stanno risolvendo limpidamente tanti casi che altrimenti avrebbero suscitato discussioni infinite. Adesso invece tutti stanno finalmente accettando l'intervento della moviola che almeno in questi casi ha una evidenza lampante, geometrica. Persino nei casi di fuorigioco sul filo di mezzo piede. Anche il pubblico, gradualmente, sta accettando l'intervento del Var. Persino a San Siro, l'altra sera, nella partita più carica di tensioni, la gente nerazzurra ha preferito il gelido silenzio alle contestazioni. Non sarà che gli unici a non aver ancora accettato l'esistenza del Var sono proprio gli allenatori?

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