Vettel, il toccante saluto alla Ferrari e ai suoi tifosi

Il campione tedesco chiude la sua lunga avventura in Rosso con una personale interpretazione di Azzurro: come aveva già fatto nel 2015 un ultimo, sentito e sentimentale pensiero all’Italia che lo ha supportato

Vettel, il toccante saluto alla Ferrari e ai suoi tifosi

Sebastian Vettel chiude la sua collaborazione con la Scuderia Ferrari strappando un quattordicesimo posto al Gran Premio di Abu Dhabi, in una stagione 2020 completamente da dimenticare per lui e per il Cavallino Rampante.

Tredicesimo nel mondiale piloti dietro colleghi come Ocon, Stroll o Gasly, con un terzo dei punti rispetto al suo (ormai ex) compagno di scuderia Charles Leclerc. Una Caporetto completa in quella che di fatto è stata la peggior stagione di Formula 1 per Ferrari da oltre due decenni.

Il quattro volte campione del mondo tedesco va via mesto, con l’apice raggiunto nei due secondi posti del biennio 2017/2018, fatti di rimpianti e errori. Da lì il declino e l’impossibilità di andare avanti, almeno da parte di Maranello, che gli ha preferito l’astro Leclerc e il più economico Sainz Jr.

Se ne va con molti rimpianti il campione del mondo che ha fallito nel raggiungere il suo idolo Michael Schumacher, quello di cui aveva cercato di ripetere i passi arrivando in Ferrari da fresco quattro volte iridato, nel 2015. E proprio a quella stagione sono tornati oggi i ricordi dei Ferraristi, quando alla sua seconda gara in Rosso nel GP di Malesia Sebastian Vettel strappa la sua prima vittoria facendo divampare sospiri e speranze del popolo ferrarista, a digiuno di un titolo dal lontano 2007.

Rimanendo per un attimo ancora in quel primo campionato vissuto assieme tra Maranello e Sebastian, si torna al Gran Premio di Singapore dove Vettel arriva sul gradino più alto del podio per la terza volta stagionale, a cinquanta lunghezze dal capolista Hamilton su Mercedes: si gonfia la speranza, è esplosione di gioia nella monoposto.

Sebastian fa sua “l’Italiano” di Toto Cutugno e l’adatta alla situazione, mimando e esultando per il traguardo raggiunto: la regia internazionale lo taglia, ma la Nazione nei replay sente tutta la felicità del campione di Heppenheim che inizia a sentirsi, ora più che mai, tricolore nell’animo.

Passano più di cinque anni mondiali, alcuni svaniti per un soffio vuoi per errori del pilota vuoi della scuderia, scaramucce e incomprensioni, ma l’uomo Vettel non smette di dimostrare tutta la sua gentilezza e affetto per il team: “Ero un fan della Ferrari già da bambino, lo sono ancora oggi e lo rimarrò in futuro, anche quando saremo rivali” ha dichiarato Vettel in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport poco più di un mese fa.

Un pilota elegante, galantuomo, difficile da trovare di questi tempi sempre meno propensi alle emozioni. Un giovane “quattro volte campione” (etichetta che ha gravato su lui come un macigno negli anni) che non ha mancato sì di commettere errori, ma anche di perdonarne altri che gli hanno reso impossibile raggiungere il mito di Schumacher come sperava.

"Mi sento più svuotato che sollevato? Forse tutte e due. Gli ultimi sei anni sono stati molti speciali per me, all'inizio un sogno, poi è stato triste. Sono contento di fare il prossimo step, mi dispiace per la squadra, ha sempre avuto un grande affetto per me, mi mancherà", ha dichiarato prima di abbracciare tutti quanti ai box ieri provando a non farsi sfuggire una lacrima. Prima del via nell'uscire dai box per raggiungere la posizione in griglia, i meccanici lo hanno accompagnato con un applauso sincero. E lo stesso Charles Leclerc ha voluto omaggiarlo con un casco con la scritta Danke Seb. "Vorrei ringraziare Vettel per tutto quello che ha fatto per il team, ci aiuterà per il futuro. E' stato veramente bello averlo nell'altro lato dei box come persona e come pilota", ha dichiarato il giovane monegasco.

Così, nel suo ultimo giro da pilota Ferrari, ha mandato vistosamente emozionato un messaggio a quella Passione Rossa di cui lui stesso è e sarà tifoso anche se rivale.

Stanco dalla gara sofferta, esausto dopo una stagione da dimenticare, la voce spezzata dall’emozione di sapere di uscire da un mondo leggendario come solo il mito Ferrari in Formula 1 può essere.

Liberando un’ultima volta quel “carattere mediterraneo” che già Marchionne gli aveva diagnosticato, croce e delizia soprattutto in quel 2018 che l’aveva visto a un soffio dal realizzare il suo sogno di quando era ragazzo.

A presto campione del mondo, Campione di sportività.

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