“Voleva picchiarmi…”: ecco perché Gomez è andato via

In un'intervista choc, il Papu Gomez racconta finalmente i motivi che lo hanno portato via dall'Atalanta. "Gasperini voleva picchiarmi, non si è mai scusato. La società ha preferito il tecnico, ecco perché sono andato via"

“Voleva picchiarmi…”: ecco perché Gomez è andato via

Per la prima volta da quando ha lasciato l'Atalanta, il 'Papu' Gomez rompe il silenzio e rivela al quotidiano argentino La Nacion il vero motivo che lo ha portato a lasciare la maglia bergamasca ed il campionato italiano dopo 252 partite e 59 gol. Colpa - sostiene - di Gasperini che lo avrebbe aggredito nello spogliatoio. "Aggressione sua", replica però il tecnico.

Gomez choc: "Gasperini voleva picchiarmi"

Tutto è nato durante la gara di Champions League contro i danesi del Midtjylland: l'ex capitano atalantino ha disobbedito ad un'indicazione tattica di Gasperini a dieci minuti dalla fine del primo tempo: il tecnico voleva spostarlo a destra, il fantasista ha deciso di rimanere sulla corsia di sinistra dicendo di no. Nel bel mezzo di una partita così importante, con le telecamere, era chiaro che il fatto non passasse inosservato e che l'allenatore si arrabbiasse. "Sapevo già che all'intervallo mi avrebbe fatto fuori, ed è stato così. Ma nello spogliatoio ha oltrepassato il limite, ha superato il limite e ha cercato di attaccarmi fisicamente", afferma. Quindi, incalza il giornalista, ti ha voluto davvero picchiare? "Sì. E lì ho detto basta. Si può obiettare, ok, ma quando c'è un'aggressione fisica è già intollerabile". Ecco il segreto che il Papu si portava dietro da mesi e mai rivelato prima di oggi.

L'incontro con Percassi e le mancate scuse di Gasp

Il giorno dopo, Gomez ha subito chiesto un incontro con il presidente del club (Antonio Percassi) dicendogli di non avere problemi a continuare, accettando di aver sbagliato, ma pretendendo le scuse del tecnico. "Da capitano non mi ero comportato bene, ero stato di cattivo esempio disobbedendo l'allenatore. Ma ho detto al presidente che avevo bisogno delle scuse di Gasperini. E gli ho anche detto che avevo capito che il presidente non poteva accettare che l'allenatore avesse provato ad attaccare un giocatore", afferma al giornale argentino. Però, nonostante le scuse al mister ed ai compagni di squadra, dal tecnico non c'è mai stato un passo indietro e nessuna scusa al giocatore. "Quindi, come doveva essere inteso? Quello che avevo fatto era sbagliato e quello che aveva fatto lui era giusto? È lì che è iniziato tutto. Dopo qualche giorno ho detto al presidente che non volevo continuare a lavorare con Gasperini all'Atalanta". A quel punto, Percassi ha fatto di tutto per trattenere Gomez iniziando un confronto serrato ma a farne le spese è stato l'attaccante argentino: fuori rosa e allenamento solo con le riserve.

"Il presidente non ha avuto le p..."

Gomez ricorda 7 anni bellissimi in cui ha dato tutto per la maglia del club e l'amarezza per essere stato scaricato. "Si sono comportati male. Che il presidente non abbia avuto le palle per chiedere al tecnico di scusarsi semplicemente con me... questo ha chiuso tutto", si sfoga il Papu. E poi, nell'intervista, accusa la società perché volevano cederlo in Arabia Saudita o negli Stati Uniti, campionati certamente non di prima linea per uno che era appena stato eletto miglior centrocampista della Serie A. "Grazie a Dio è apparso il Siviglia, perché tutto ciò che volevo era continuare a competere ad alto livello per poter giocare in Copa América. Quella era la mia ossessione". Più che per la rottura con Gasp, al Papu ha fatto male la fine del rapporto di fiducia con la società. "I miei figli sono andati a scuola con i loro figli, abbiamo condiviso tante cose… Che mi abbiano buttato via come mi hanno buttato è stata la parte che mi ha ferito di più". Le divergenze con il tecnico fanno parte del gioco, succede in ogni squadra ma si può risolvere e andare avanti, ma "il trattamento che ho ricevuto dalla proprietà ha fatto molto male", sottolinea.

Perché è stato scelto Gasp e non il Papu

Se quando una squadra gioca male e non ottiene risultati la "colpa" è esclusivamente dell'allenatore che puntualmente viene fatto fuori, qui si è verificata la situazione opposta: a parte il caso Gomez, l'Atalanta andava a gonfie vele in Italia e in Champions, motivo per cui la società ha pensato di sacrificare il suo fuoriclasse ma lasciare Gasperini al proprio posto con un obiettivo ben preciso. "Penso che fosse una questione economica. Sanno che Gasperini è uno dei migliori allenatori d'Europa, sanno che il suo lavoro aggiunge valore alla rosa e fa vendere giocatori. Era un problema economico, ed è perfetto; Hanno preferito continuare con lui perché sanno che fa un sacco di soldi al club. Hanno preferito quello", afferma Gomez senza mezzi termini.

"Era ora che i tifosi sapessero"

Mesi di silenzio ma adesso il sacco è stato vuotato, sia per un senso di liberazione sia per cercare la pace con i tifosi. "La gente non sa cosa sia successo. Lo sto raccontanto soltando adesso. Le persone ora sapranno la verità, e se la meritano e io me la merito". Da un giorno all'altro, conclude Gomez, i giornalisti avevano smesso di chiedere di lui, "è come se avessi smesso di esistere per l'Atalanta". L'argentino se la prende con chi ha fatto di tutto affinché i tifosi pensassero che la colpa fosse la sua (sottinteso, la società). "E la gente, forse, è arrabbiata con me perché pensa che non volevo continuare con l'Atalanta o pensava che preferissi andare a Siviglia per più soldi... Niente di tutto questo. Era ora che i fan sapessero la verità".

La replica di Gasperini

Com'era lecito attendersi, non si è fatta attendere la replica di Gian Piero Gasperini così duramente attaccato dal suo ex calciatore. "I comportamenti e gli atteggiamenti di Gomez, in campo e fuori, erano diventati inaccettabili per l'allenatore e per i compagni. L'aggressione fisica è stata sua, non mia, ma il vero motivo per cui è andato via da Bergamo è per aver gravemente mancato di rispetto ai proprietari del club", ha affermato il tecnico a Gazzetta.it. "Mi auguro che Gomez possa continuare a far parlare di sé con le prestazioni, come faceva all'Atalanta", conclude.

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