Le sentenze di Zaccheroni: "Vi dico tutto sullo Scudetto". Poi fa un nome...

Alberto Zaccheroni ha ricordato alcuni aneddoti del suo passato da allenatore, ha parlato di questo campionato di Serie A, di Champions League e di molto altro ancora

Le sentenze di Zaccheroni: "Vi dico tutto sullo Scudetto". Poi fa un nome...

Alberto Zaccheroni è un tecnico che ha lasciato il segno in ogni posto in cui ha allenato e soprattutto, cosa non di poco conto, è uno di quelli che ha fatto la gavetta, quella vera. Dal Cesenatico in C2, al Riccione in Interregionale, passando per San Lazzaro e Baracca Lugo sempre tra Interregionale e C2. Venezia, Bologna e Cosenza tra le sue esperienze tra C1 e Serie B fino ad arrivare in Serie A nel 1995-96 all'Udinese con cui vive stagioni splendide, soprattutto nel 1997-98 dove porta i friulani al terzo posto in classifica.

Il Milan si accorge delle sue grandi doti e gli offre la panchina con Zac che ripaga la fiducia del club vincendo subito lo scudetto con un grande spint nelle ultime 7 giornate. Dopo l'esperienza in rossonero terminata nel marzo del 2001, il tecnico di Meldola viene sempre chiamato in corsa da Lazio, Inter, Torino e Juventus senza mai riuscire a dare un seguito al buon lavoro svolto soprattutto con biancocelesti, nerazzurri e bianconeri. Dal 2010 al 2014 Zac è stato commissario tecnico del Giappone con cui ha conquistato una fantastica coppa d'Asia nel 2011 in Qatar e una coppa d'Asia orientale nel 2013.

In esclusiva per ilgiornale.it, Zaccheroni ha dato la sua impressione sul campionato attuale, ha dato le sue favorite per lo scudetto e ha raccontato diversi aneddoti curiosi e particolari di quando era allenatore:

Zaccheroni, cosa gliene pare di queste prime otto giornate di campionato?

"Sull'onda lunga dell'Europeo vedo più coraggio nell'interpretazione della partita da parte di tutti, anche delle squadre con meno qualità. Mi sembra ci sia un'aria nuova, vedo giocare davvero bene tantissime squadre italiane sia in casa che in trasferta, è un campionato divertente"

Si aspettava il Napoli in testa con il Milan ad inseguire?
"Il Napoli è primo meritatamente, l'effetto Spalletti primo anno sta funzionando bene, lui il meglio lo dà sempre nella prima stagione riuscendo a catturare i suoi giocatori. Il Milan è la squadra che ha più soluzioni e che mi intriga di pià, quindi sì mi potevo attendere una coppia di questo tipo dopo otto giornate"

Si aspettava invece una Juventus così attardata?

"La Juventus è partita male ma ora sta crescendo, Allegri si è affidato al 4-4-2, modulo semplice, che però sta dando i risultati e in questo momento serviva questo, fare punti. Poi pian piano fare dei cambiamenti tecnico-tattici ma in questo momento non poteva far altro che affidarsi a quel modulo che è davvero semplice da percepire per i giocatori. Bravo Allegri a capirlo".

Sarà lotta a quattro per il titolo?
"la Juventus la vedo ancora un po' dietro rispetto alle altre tre. Il Napoli lo vedo bene perché ha un organico importante, Osimhen ha finalmente preso confidenza con la porta avversaria, il centrocampo è di qualità e solitamente chi ha una linea mediana forte arriva sempre in fondo. L'Inter ce la dobbiamo mettere perché è la stessa squadra dello scorso anno senza Lukaku ma è arrivato Dzeko, mica il signor nessuno. Poi c'è il Milan che ha un gioco che è più imprevedibile degli altri. Ha tante risorse, tante frecce nel proprio arco. Ripeto, il Milan mi intriga tanto, ha allungato la panchina e riesce a fare prestazioni ora anche senza tanti infortunati. Il dato che mi preoccupa per i rossoneri è che ci sono troppi infortuni e in base alla mia esperienza questi si verificano sempre quando ci sono tensioni interne e al Milan non mi sembra ci siano tensioni e quindi è una cosa anomala questa"

Se si dovesse sbilanciare: chi vincerà lo scudetto?

"Questo dipende da tanti fattori ma se mi dovessi sbilanciare dico che il Napoli lo prenderei sul serio quest'anno, per davvero. Nel calcio ci sta tutto come quando io vinsi con il Milan nel 1999, noi li svoltammo a 7 giornate dalla fine del campionato e nessuno se l'aspettava. Il calcio bello perché imprevedibile".

Passiamo alla Champions League: chi tra le italiane passerà il turno?

"La Juventus certamente sì e anche l'Inter insieme al Real Madrid non possono non farcela e dunque per me passeranno entrambe. L'Atalanta ha un girone equilibrato e ieri ha fatto un grande primo tempo contro lo United anche se alla fine ha perso. Io penso che alla fine passeranno anche loro. Il Milan purtroppo è partito male ma non lo darei mai per morto".

Tornando alla sua carriera da allenatore: qual è il giocatore più forte che ha allenato?
"io ho avuto la fortuna di allenare i migliori in circolazione in 15 anni di Serie A. Quello potenzialmente più forte, ed aveva solo 22 anni, è stato Adriano all'Inter. Mai vista una roba del genere. Una volta arrivò all'allenamento insieme a Martins con sei minuti di ritardo e io li rimandai a casa dato che li volevo sempre mezz'ora prima agli allenamenti. Adriano si mise a piangere perché ci teneva ad allenarsi e io gli dissi che non ero arrabbiato con loro e che avrebbe anche giocato da titolari domenica ma volevo che si allenassa con voglia e non tanto per. Lui da Parma arrivò nel mercato di gennaio strappato, l'abbiamo rimesso in piedi e poi questo episodio l'ha cambiato in positivo dato che da quel momento fu sempre puntuale e ci fece vincere, molte volte anche da solo, tante partite. La sua cosa bella è che voleva assolutamente giocare e quindi di lì in avanti è stato devastante. Ho avuto Sheva, Weah, Bierhoff, Amoroso, Vieri, Cruz tra i migliori del mondo ma lui era devastante potenzialmente. Era immarcabile, io ce l'avevo lì tutti i giorni".

Ha qualche rimpianto nella sua carriera da allenatore?
"No, nessun rimpianto. Io sono uno fortunato perché sono l'unico allenatore che partito dai dilettanti ha le grandi della Serie A vincendo anche uno scudetto. Non volevo niente di più, il mio obiettivo era allenare e avere l'indipendenza per farlo. Le cose sono cambiate un po' con il subentro dei procuratori, io ci ho visto conflitto interesse e mi sono rifiutato di averne uno. Forse ecco, il rammarico resta non aver mai vinto un campionato in Serie B perché a Cosenza ci diedero 9 punti di penalizzazione: mi sarebbe piaciuto vincerlo"

La vittoria più bella e la sconfitta più dura da digerire?
"La vittoria più bella è stata quella con il Milan al Camp Nou, fummo credo la prima squadra italiana a vincere in quello stadio e ne fui davvero felice. La sconfitta più brutta fu Inter-Arsenal 1-5, lì abbiamo mollato nel finale e abbiamo perso con quel punteggio così rotondo e forse anche ingiusto"

C'è un presidente che ricorda con più affetto rispetto ad altri?
"A volte si discute con i presidenti però io me li ricordo tutti e ne penso solo bene, davvero. Zamparini mi chiamava e mi rimandava a casa a ritmo continuo però gli sono ancora oggi affezionato, non ho di che lamentarmi di nessuno. Le incomprensioni ci sono sempre e anche differenze di vedute ma c'è sempre stato rispetto".


Sente ancora qualche suo ex giocatore?
"Sì, Maldini, Costacurta, Albertini, i miei ex dell'Udinese. Poi Bierhoff, Mihajlovic, Stankovic e anche su di lui ho un aneddoto da raccontare. Organizzò la sua partita di addio al calcio e lo fece un anno e mezzo dopo il suo ritiro reale a Novi Sad perché voleva che giocasse la sua Serbia contro il mio Giappone. Fu una cosa che mi fece molto contento. Lui è stato uno di quei giocatori che mi ha dato le maggiori soddisfazioni per quello che mi ha saputo dare in campo e fuori"

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