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Spotify non parla più solo inglese, il mondo del pop diventa poliglotta

Nel 2025 i cinquanta brani più ascoltati del pianeta sono stati cantati in ben sedici lingue diverse

Spotify non parla più solo inglese, il mondo del pop diventa poliglotta
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Bye bye english. Arrivederci predominio della lingua inglese nelle classifiche pop, anche qui qualcosa sta cambiando. Secondo i nuovi dati di Spotify, nella Global Top 50 dell'anno scorso, cioè la classifica dei più "strimmati" nel mondo, c'erano canzoni in 16 lingue diverse, più del doppio rispetto al 2020. Non è un dato secondario. È la conseguenza di una "glocalizzazione" del pop dovuta anche a fenomeni come il portoricano Bad Bunny (foto), che canta solo in spagnolo ed è l'artista più strimmato del pianeta, oppure Rosalia (33 milioni di ascoltatori mensili su Spotify) che nell'ultimo album Lux ha cantato in 14 lingue diverse. Sempre secondo Spotify, i generi che crescono di più sono il funk brasiliano (+36%), il K-pop (+31) e la trap latina (+29). È un assestamento rivoluzionario. Anche se 14 dei 20 dischi più venduti del 2025 sono cantati in inglese, il sempre più massiccio successo di gruppi sudcoreani come Stray Mids, Enhypen e Seventeen, oltre a quello dei rockettari giapponesi Mrs Geen Apple allarga lo spettro linguistico della musica invitando gli ascoltatori, soprattutto i più giovani, a uscire dalla diarchia pop-rock esplorando altre chiavi musicali. Per dire, nella classifica globale della scorsa settimana tra le più ascoltate di tutti c'erano quelle di Bad Bunny, dell'indonesiano Nadhif Basalamah, del sudafricano Tyla, del nigeriano Tems, del colombiano Ryan Castro poi di messicani e sudcoreani. Un cambiamento al quale il Regno Unito prova a resistere visto che soltanto due delle dieci canzoni più "strimmate" l'anno scorso non erano completamente in inglese. Ma, particolare decisivo, entrambe avevano parti cantate in lingua coreana (Apt di Bruno Mars con Rosé e Golden del gruppo musicale virtuale Huntr/x). Insomma il panorama cambia. Non solo dal punto di vista linguistico musicale. Ma anche da quello economico. Nel 2025 Spotify ha elargito 11 miliardi di dollari in diritti d'autore, circa un miliardo in più del 2024. Andando ancora più nel dettaglio, gli 80 artisti che vendono di più sulla Terra hanno generato pagamenti per più di un milione di dollari a testa soltanto da Spotify.

Sono cifre che Spotify fa circolare anche per contrastare l'idea che "sottopaghi" gli artisti, che a ogni stream ricevono una cifra compresa tra 0,0024 euro e 0,0041 euro, nonostante il compenso spesso non vada direttamente solo ai musicisti ma venga ripartito tra etichette discografiche, distributori, autori, manager, eccetera. Un mondo che, come si vede, parla lingue sempre più diverse.

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