Roma - Vaffa-day, libri arroventati, campagne di stampa al vetriolo contro i privilegi della Casta, malumore popolare espresso in ogni occasione utile. Gli effetti collaterali dell’antipolitica si fanno sentire. E modificano la quotidianità e le stesse abitudini dei nostri parlamentari producendo effetti a volte virtuosi, a volte tragicomici ma comunque apprezzabili. L’elenco delle piccole correzioni di rotta è lungo. Ci sono i parlamentari che, come testimonia Franco Grillini, hanno deciso di non ritirare i fondi (tremila euro) per i viaggi all’estero, poi recentemente aboliti. Ci sono esponenti di An che invitano le società di organizzazione convegni a tralasciare gli aspetti più «glamour» e a selezionare soltanto hostess operative, evitando quelle «di immagine». C’è Romano Prodi che, sceso dal treno, blocca la sua scorta e si porta lui il trolley. Pier Ferdinando Casini che invita il suo autista a non fare sorpassi azzardati e a rispettare i tempi altrui. E alcuni ministri che, alla vigilia delle missioni all’estero, si raccomandano affinché le auto blu non vadano a prendere a casa anche consiglieri diplomatici e portavoce, come sempre accaduto anche ai tempi del governo di centrodestra.
E se Antonio Di Pietro dice che «prima i lampeggianti stavano sempre sopra le auto, ora sono sotto i sedili», la Casta, più in generale, si mette davanti allo specchio. Si fa un esame di coscienza. E scopre di vergognarsi un po’.Sprechi, il Palazzo scopre la vergogna
Scossi dal vento dell’antipolitica, i parlamentari fanno a gara a sbandierare virtù. An chiede hostess meno "glamour". E Prodi si porta il trolley da solo
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