la stanza di Mario CerviL'immigrazione incontrollata è una minaccia. Come la denatalità

Viviane Reding ha detto ciò che molti, in Europa, pensano: il governo britannico sta esagerando con la sua campagna anti-immigrazione e anti-Ue. La vicepresidente della Commissione ha accusato il premier David Cameron di «alimentare miti populisti» sulla presunta invasione della Gran Bretagna da parte di cittadini Ue che mirano solo ad arraffare i sussidi sociali o, nella migliore delle ipotesi, a rubare il lavoro agli inglesi. La verità è che Cameron guarda già alle elezioni del 2015 e sa che fare la voce grossa con l'Ue e porre limiti all'immigrazione gli garantisce voti. Inseguire gli estremismi e assecondare i peggiori istinti dell'elettorato non è, però, una strategia ammirevole. Dati alla mano, la Confindustria britannica e diversi economisti hanno avvertito che i limiti imposti all'immigrazione mettono a rischio la ripresa, dato che il rilancio dell'economia dipende in gran parte dalla manodopera specializzata che giunge dall'estero. Quindi la Reding non ha tutti i torti a sostenere che Cameron, ideologie a parte, rischia di arrecare un danno al suo Paese.
Livorno

Caro Pesce, chi suona l'allarme stranieri in questa nostra Europa che dagli stranieri è invasa raccoglie voti in abbondanza. E Cameron di professione fa il politico. Raccogliere voti è il suo mestiere, e magari lo fa catalogando tra gli indesiderabili gli immigrati Ue. Scrivendo questo non voglio per nulla sminuire la gravità dei problemi che l'afflusso di poveracci provenienti da terre remote crea in un Paese particolarmente esposto - per geografia e per mentalità - quale è l'Italia. È vero che gli extracomunitari vengono spesso intruppati dalla peggiore delinquenza, è vero che popolano le carceri. Altrettanto vero è che solo l'afflusso di extracomunitari assicura lo svolgimento di attività che gli italiani - come i francesi o gli inglesi o i tedeschi o gli spagnoli - ormai rifiutano. L'immigrazione incontrollata è una minaccia. Ma la denatalità e l'invecchiamento della popolazione - stiamo diventando un continente di pensionati - lo sono in misura anche maggiore e ne siamo responsabili noi, non i clandestini africani o asiatici.

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