la stanza di Mario CerviNo a milioni di pistole, sì all'espulsione dei cattivi soggetti

Il silenzio è ora totale da parte di chi è sempre in prima linea nel condannare la facilità con cui è possibile comprare e detenere armi negli Usa. Solo l'avvocato Longo fa notare come il picconatore poteva essere fermato con un colpo di arma da fuoco alle gambe. Magari anche con una semplice scacciacani. Tutti i discorsi ipocriti sulla pericolosità delle armi facili dilagano da anni. Il controllo stretto non serve a nulla, la criminalità non dipende dal numero di pistole o fucili che circolano. A chi vuole delinquere non serve il porto d'armi, si rifornisce al mercato nero e, dopo aver tenuto l'arma alcuni anni ed essersela portata in giro per tutta Italia può scegliere se andare a sparare davanti alla Camera o al Senato. Quanti omicidi avvengono tra le mura di casa con semplici coltelli da cucina o con percosse? Tutte persone che non hanno bisogno di un'arma per fare del male, e invece quanti italiani sono indifesi e devono tollerare qualsiasi violenza?
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Cara amica, penso anch'io, come Vittorio Feltri e come molti milioni d'italiani, che lo sparare a un aggressore sia non solo legittimo ma lodevole. E che l'avvocato Piero Longo abbia detto una sensata ovvietà, da alcuni biasimata con simulata indignazione solo perché espressa da un legale di Silvio Berlusconi. Il puntiglio acrimonioso con cui spesso i magistrati valutano le azioni d'un cittadino che, assalito, ha reagito, appartengono a un cavillismo ipocrita rivestito di nobili motivi morali e sociali. Non credo tuttavia che il crimine orrendo di Mada Kabobo metta a tacere chi critica la facilità con cui negli Usa è possibile munirsi di una o più pistole. Il ghanese si è servito d'un piccone per ammazzare. Ma - in Italia e negli Usa - questa è l'eccezione. Di norma gli stragisti sani o insani di mente usano un'arma da fuoco ottenuta troppo facilmente. Il presidente Obama si batte perché sulla vendita di armi vi siano maggiori controlli: volendo così evitare episodi agghiaccianti avvenuti anche nelle scuole. I fautori delle armi invocano, proprio per le scuole, più armi di vigilanti e pattugliamenti. Che non so quanto possano risultare utili per fermare uno squilibrato sanguinario. Restiamo all'Italia. Non sono del parere che l'impresa spaventosa del ghanese solleciti, come rimedio, il mettere pistole in mano a milioni di persone (in maggioranza per bene, ma alcune anche per male). Quell'impresa sollecita le autorità a espellere tempestivamente e irrevocabilmente gli immigrati che siano irregolari e che si siano dimostrati cattivi soggetti. Non si tratta di distribuire armi. Si tratta di liberarci degli indesiderabili. Se lo si fosse fatto con Kabobo tre vite umane sarebbero state risparmiate.

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