Storace, stop ai «cervelli» in fuga

Alessia Marani

«La ricerca va coordinata, alimentata ma, soprattutto, va salvaguardata da quella «fuga di cervelli» che è una delle più gravi perdite per il nostro Paese». Così, Francesco Storace, neoministro alla Sanità è intervenuto ieri visitando lo stabilimento industriale di Pomezia della società farmaceutica Sigma Tau. Accompagnato dal presidente del gruppo, Claudio Cavazza, l’ex governatore della Regione Lazio, ha visitato i laboratori scientifici, quindi incontrato i responsabili dei vari settori, soffermandosi particolarmente sui progetti in avanzata fase di sperimentazione in campo oncologico.
La Sigma Tau, del resto, investe ogni anno circa il 16 per cento del suo fatturato (oltre 670 milioni di euro nel 2004) nella ricerca, a fronte di una media nazionale del 10 per cento, e impiega oltre 400 persone in ricerca e sviluppo, il 18 per cento del totale della propria forza lavoro.
«Un fatto che fa onore a chi lavora in questo campo - ha detto Storace -. Per quanto riguarda la ricerca in Italia occorre istituire al più presto una sorta di cabina di regia per i fondi e le iniziative a questa destinati. Vale a dire, per evitare sprechi o dispendiose sovrapposizioni di progetti, vi dovrà essere qualcuno delegato al controllo e al coordinamento». Sull’emorragia di ricercatori, spesso costretti a lasciare lo Stivale per potere avere l’occasione di lavorare in un laboratorio, il ministro ha aggiunto che: «Non solo va sbarrata, appunto, la cosiddetta fuga di cervelli. Ma va debitamente programmata una strategia per favorire il rientro in Italia di quelli che già lavorano all’estero. Una ricchezza che non possiamo permetterci di perdere per sempre».

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