Una bimba di tre anni con una grave forma tumorale, talmente complessa da non essere stata nemmeno subito riconosciuta. E due genitori così disperati da aver lasciato tutto in Ucraina per imbarcarsi nellunico viaggio possibile: quello della speranza al Gaslini. Qui i medici, dopo aver sottoposto la piccola a esami diagnostici complessi, hanno individuato una possibile terapia chemioterapica della durata di diciotto mesi. Nel frattempo il papà e la mamma della piccola vivono a Genova con la figlioletta in mezzo a mille disagi. Del loro caso si è interessata la dottoressa Larissa Sazanovitch, psicologa che cura anche i rapporti con le comunità dellEst Europeo e i viaggi di cura dei bimbi stranieri. «Per le prime settimane i genitori delle bambina hanno dormito per terra nella stanza della figlioletta allospedale, poi è stato detto loro che la Croce Rossa avrebbe potuto trovare una sistemazione, ma solo per mamma e figlia. La donna, però, è incinta di cinque mesi e soffre di un dolore terribile e di uno stato di prostazione per la figlia che soffre. La presenza del marito è importante». Adesso la famiglia è in un alloggio dellUnitalsi, pagato con fondi del Gaslini per due mesi: ma a fine febbraio lo dovrà lasciare perché non ha i soldi per continuare a pagare laffitto.
Va detto che il padre per curare la bimba ha dovuto abbandonare il lavoro in Ucraina dove gestiva una palestra e adesso si trova a Genova in stato di indigenza. «Si tratta di un caso umano molto triste - continua la dottoressa Sazanovitch -, A Genova, città di accoglienza, una soluzione andrebbe trovata».La storia Bimba grave al Gaslini, genitori per strada
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