La sua salute è buona ma non è il primo scivolone: vede male da un occhio

Come sta il Papa? La caduta accidentale avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì nello chalet di Introd dov’era arrivato da tre giorni per fare un po’ di vacanza, ha rilanciato la domanda sullo stato di salute di Benedetto XVI.
Il quadro clinico generale è buono per un uomo di ottantadue anni, che nell’aprile 2005, quando ne aveva appena compiuti 78 e da tempo sperava di ritirarsi in pensione, è stato eletto con un conclave durato un giorno quale successore di Giovanni Paolo II. Abituato a fare una vita dai ritmi molto controllati e metodici, e a stare per lunghe ore dietro la scrivania, compulsando gli amati libri o studiando le pratiche dottrinali più delicate, Joseph Ratzinger si è trovato catapultato sulla scena mondiale e si è dovuto adattare a nuovi ritmi e a nuove abitudini: viaggi intercontinentali con un’agenda densa di impegni, udienze private e pubbliche, incontri con le folle, lunghi e talvolta faticosi riti da presiedere in mondovisione. Sapendo su quali forze poteva contare, Benedetto XVI ha cercato di dosarle al meglio. Il Papa soffre il caldo, si affatica abbastanza facilmente, ha bisogno di un adeguato riposo pomeridiano, non sempre possibile quando si trova all’estero.
Ratzinger non ha malattie invalidanti e non segue diete particolari, ma prende abitualmente medicine per la circolazione, viene sottoposto con regolarità a esami del sangue e tiene sotto controllo soprattutto il cuore. Diciassette anni fa, quando era ancora cardinale e prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cadde battendo la testa nel bagno della sua stanza mentre si trovava in vacanza nel seminario di Bressanone. Rimase in ospedale un paio di giorni, in osservazione, e gli venne diagnosticato un leggero attacco ischemico. Da allora la sua salute è stata sostanzialmente buona.
Il Papa cammina senza difficoltà, sale e scende le scale, è ancora piuttosto agile nonostante l’età, come dimostra ad esempio la rapidità con cui si prostra al suolo il Venerdì Santo durante la liturgia dell’adorazione della croce e la prontezza di riflessi con cui mette le mani avanti quando inciampa, come è avvenuto già diverse volte, l’ultima sotto l’occhio delle telecamere in occasione della visita ai terremotati dell’Aquila. Proprio il ripetersi di questi casi ha fatto sospettare qualcuno che dietro tali piccoli incidenti vi possano essere malori o perdite d’equilibrio dovute a problemi circolatori. In realtà la ragione principale va ricercata nel fatto che Ratzinger ci vede poco dall’occhio sinistro, e questo gli ha provocato qualche problema in presenza di gradini, specie se ricoperti di panno di colore uniforme, come avviene durante le cerimonie, quando il Pontefice indossa paramenti che lo impacciano nei movimenti e possono più facilmente farlo inciampare mentre sale o scende gli scalini.
AnTor

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