Il successo degli Inca possibile grazie a quattro secoli di caldo

Secondo uno studio tra il 1100 e il 1533 le temperature nell’area dove viveva il popolo Inca si alzarono di diversi gradi. Ciò permise di coltivare terre inutilizzate

Il successo degli Inca possibile 
grazie a quattro secoli di caldo

Londra - Potrebbe esserci il caldo dietro al successo degli Inca, una delle maggiori civiltà precolombiane. Alla base del loro predominio durato alcuni secoli non ci sarebbe, quindi, la superiorità militare né la grande abilità nell’agricoltura, bensì, sostiene un nuovo studio, 400 anni di "bel tempo". Secondo una recente ricerca sul clima infatti, tra il 1100 e il 1533 le temperature nell’area dove viveva il popolo Inca si alzarono di diversi gradi, permettendo di convertire in terreno agricolo vaste zone fino a quel momento inutilizzate e dando così alla civiltà precolombiana i mezzi e le risorse necessarie per la sua espansione territoriale.

Vegetazione rigogliosa "È vero, erano un popolo molto organizzato, con un sistema gerarchico sofisticato, ma tutto ciò non sarebbe servito a nulla se alla base non vi fosse stato un innalzamento delle temperature", ha dichiarato al Times Alex Chepstow-Lusty, un paleo-ecologo del French Institute for Andean Studies di Lima, in Perù. Con la vegetazione che riusciva a crescere sempre più in alto sulle montagne, gli Inca riuscirono a sfruttare al meglio il terreno creando lungo i pendii delle terrazze su cui coltivare e sviluppando un complesso sistema di irrigazione.

L'acqua non mancava Sebbene il clima fosse secco, l’acqua proveniente dallo scioglimento dei ghiacciai rimediava alla carenza di pioggia. Scongiurata la fame e la carestie, gli Inca furono in grado di concentrare le loro energie per costruire strade, templi e fortezze e rafforzare il proprio esercito. Il Cammino Inca, che attraversava le Ande per oltre 5.000 chilometri, la Strada Costiera, lunga oltre 4.000i ed il Machu Picchu, furono tutti costruiti in questo periodo.

Clima e civiltà Quando gli spagnoli di Francisco Pizarro arrivarono nel 1533, l’Impero Inca si estendeva dall’attuale confine con la Colombia fino alla metà del Cile. "Il clima fu un’incubatrice perfetta per l’espansione della civiltà", ha commentato Chepstow-Lusty, che ha coordinato lo studio nell’ambito del quale i ricercatori hanno analizzato i sedimenti sul fondale del lago Marcacocha, nei pressi di Cusco.

Gli strati di sedimento Come negli "anelli" visibili all’interno di un tronco di un albero, ogni strato di sedimento rappresenta un periodo di tempo e conserva al suo interno pollini, semi e altri resti dai quali è possibile ricostruire il clima dell’epoca. Dall’analisi gli studiosi hanno scoperto che i primi alberi intorno al lago - che si trova a più di 3.000 metri dal livello del mare - apparvero soltanto dopo il 1100, dimostrando quindi che in quel periodo le temperature si alzarono. Gli studiosi hanno anche scoperto che intorno all’anno 880 vi fu una terribile siccità, che potrebbe aver contribuito al crollo di un impero precedente, quello dei Wari.

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