Sul web le «primarie della sanità»

Un altro banco di prova per la sanità di Marrazzo. L’iniziativa avviata dalla Fials Confsal regionale che sta raccogliendo, attraverso una decina di quesiti mirati, i pareri dei cittadini del Lazio su quali dovrebbero essere le priorità dell’offerta sanitaria, potrebbe risultare una specie di pagella per l’amministrazione di centrosinistra. E a 5 mesi dall’appuntamento elettorale le risposte potrebbero funzionare come cartina tornasole del consenso nella politica sanitaria.
L’iniziativa, denominata «Primarie della sanità», è partita ieri sul portale del sindacato (www.fialslazio.it) e dovrebbe durare tutto novembre, ma già al primo giorno ha raccolto più di seicento accessi - cioè seicento votanti che hanno espresso per ogni quesito un punteggio da 1 a 10 - per individuare le prime urgenze: abbattimento delle liste d’attesa sia per le prestazioni diagnostiche e le visite specialistiche in ambulatorio che quelle ospedaliere al primo posto nonché la richiesta esplicita del potenziamento dei reparti di emergenza (secondo posto). Però non mancano nemmeno le sollecitazioni per avviare una drastica riduzione delle consulenze nelle Asl e nelle aziende ospedaliere (terzo posto). Inoltre tra le questioni aperte anche quanto si reputa importante che i posti letto siano adeguati alle esigenze del territorio; il potenziamento del servizio di prenotazione ReCup; l’allestimento della continuità assistenziale in tutti i distretti sanitari; le turnazioni di 12 ore al giorno per i medici di famiglia 7 giorni su 7; la prenotazione prioritaria per le prestazioni cliniche di anziani, disabili e malati cronici e, non ultimo, la ricerca di professionalità adeguate per la cura dei malati nel proprio domicilio.
«Quest’idea delle primarie l’avrebbe dovuta mettere in campo l’amministrazione regionale già a metà mandato ossia quando avrebbe dovuto presentare il piano sanitario ma non l’ha fatto. Anzi - accusa il segretario regionale della Fials Confsal, Gianni Romano - s’è ben guardata da chiedere alle parti sociali quali fossero le esigenze del territorio e soprattutto le urgenze. Oggi il commissario si starebbe adoperando per presentare il programma di riordino della rete ospedaliera senza conoscere l’effettiva ripartizione dei servizi su tutta la Regione compresa ovviamente la capitale».
Le dieci priorità individuate dal sindacato autonomo servirebbero pure a invitare chi vincerà le prossime elezioni di marzo a mettere in cantiere i propositi necessari a migliorare il servizio secondo criteri chiari. «Ci dev’essere una piena condivisione delle necessità dei cittadini cosa che, in questi ultimi tempi, è mancata totalmente - chiosa il sindacalista -. La maggioranza sta ancora ai programmi, ai progetti e alle proposte. Il tempo è scaduto anche per parlare di propaganda visto che tra qualche mese si andrà al voto e questa maggioranza si dovrà confrontare con i cittadini. Quegli stessi cittadini che aspettano addirittura 8 mesi per una visita oculistica, 6 mesi per un intervento di microchirurgia in day surgery».
Se questo è il quadro chissà quale sarà la propaganda elettorale del Pd nel contesto assistenziale. Non si può prescindere, parlando di politica regionale, di discettare in primis di sanità valutando che circa l’80 per cento delle risorse finanziarie viene dirottato su queste univoche poste di spesa.
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