La collana Interzona della Polidoro, curata da Orazio Labbate, regala un'altra prova d'autore. L'uomo dissolto di Franz Krauspenhaar è un viaggio incessante, angosciante e profondo nella vita/delirio del protagonista, che si racconta e racconta, una vicenda che riesce a incastrare una certa letteratura noir con una serie di pellicole cinematografiche, rievocate per atmosfere e gusto narrativo.
Marcel Bollini è un vecchio poliziotto parigino oramai prossimo alla pensione, un uomo che sulle sue spalle ha portato diversi pesi cercati e non. Uomo che si sente in parte compromesso da fallimenti - come la mancata carriera nella Legione Straniera - e da mediazioni esistenziali come l'ingresso nella polizia francese, un palliativo all'impossibilità dell'excursus militare. La sua voce, la sua vita, sanno di sale grosso e fumo, sono spezzate entrambe dalle vicende quotidiane che piegano un'esistenza già compromessa di suo: un fratello e una sorella ricchi ma lontani, una ex moglie che è lì, assente nella sua giusta assenza, ma presente laddove venisse richiesto, sbirro nella peggiore accezione o forse nella peggiore per i colleghi. Marcel è coinvolto in un incidente stradale, che a sua volta spezza la vita a un suo collega, con cui non scorre buon sangue. Invece di accertarsi dello stato delle cose inizia una fuga vorticosa dalla legge, cerca scampo in un nulla fatto di sussurri maligni e insidiosi pensieri.
Il suo racconto, il timbro delle sue parole acquisiscono i toni dei protagonisti di Angel Heart, U Turn, Natural Born Killers... Queste suggestioni si fanno forti mentre Marcel fugge da Parigi e poi verso gli States con la sua fiamma eterna, un'attrice di film horror. Mentre fugge, tenendosi in contatto con il suo fido vice, si rende conto che nessuno lo cerca, nessuno è sulle sue tracce e ad un tratto che nessuno si ricorda di lui. La dissoluzione della sua identità è il nuovo pericolo, il nuovo punto fermo nel nuovo continente. Inizia, giustamente a prevalere sull'incidente e la paranoia del braccato, all'inizio come qualcosa di sormontabile ma poi...
Si chiede dunque Chi è allora Marcel? L'uomo dissolto nella sua stessa esistenza? In quegli attimi di pura allucinazione che compongono le sue
giornate? Marcel sta dissolvendo la sua vita o sono i suoi pensieri che lo stanno annullando? La storia diventa così un grande punto interrogativo, si apre a scenari psicologici e vuoti angoscianti che non lasciano respiro.