Ferruccio Gattuso
Si siedono ai piedi del piccolo palcoscenico, alle spalle la scritta Zelig e nemmeno troppo sotto, quellantico Naviglio che scorre da sempre. Insomma, Naviglio e viale Monza, Milano vecchia e Milano nuova, passato e presente: i binomi e gli opposti regalano a Gino e Michele e allimportante occasione - la celebrazione di venti anni di vita di Zelig - un suggestivo assist. Per parlare del progetto: nelle serate milanesi allinsegna della risata, così come in quelle televisive e nazionali che riporteranno il marchio Zelig (da gennaio con Zelig Off in terza serata) sotto gli occhi della sterminata platea catodica. Eccoli, dunque i due guru della comicità, affiancati dalleterno sodale dello storico locale milanese, Giancarlo Bozzo. Il trio sorride davanti ai tavolini in metallo, pronti ad ospitare 200 persone a sera per la nuova stagione 2006/2007 di Zelig. Una stagione che passerà alla storia come quella dellanno «sabbatico»: la trasmissione ammiraglia in tv non ci sarà: e chi vorrà godersi il talento dei migliori comici nazionali dovrà arrivare fin qui, a pochi minuti da piazzale Loreto. Quella piazza dove - lamenta Gino - «dovrebbe esserci un bel cartello colorato con una freccia e lindicazione: per di qui Zelig Cabaret». Il messaggio è chiarissimo: il locale di viale Monza spegne venti candeline (lesordio nel 1986, a raccogliere il testimone di un altro storico cabaret, il Derby) ma Milano, da intendersi le istituzioni di Milano, non ha mai pensato a riconoscere a Zelig un ruolo prestigioso. Insomma, Gino e Michele sono qui a raccontare che, sì, la nuova stagione sarà piena di iniziative, ma che la famiglia Zelig non disdegnerebbe un riconoscimento.
«Abbiamo tenuto alta la tradizione della risata a Milano - spiega Michele - Tutti pensano a questa città, erroneamente, come a un luogo di nebbia e frenesia lavorativa. E invece i comici di tuttItalia pensano a Milano come capitale della risata. È qui che si sviluppano le nuove tendenze. Nella capitale ci sono diversi talenti, ma tutti ancorati a regole vecchie, sembrano tutti degli ottimi replicanti di Enrico Montesano». Non la mandano a dire, Gino e Michele, spinti dallorgoglio e dalla memoria: «I ricordi dei primi dieci anni - spiega Gino -, di quando Bozzo doveva chiudersi nei bagni durante lo spettacolo per evitare i creditori. E non sono storie». Oggi, con la stagione 2006/2007, tutto è diverso: la tv ha consacrato Zelig, i creditori non fanno più la posta allingresso del locale ma, precisa Michele, «si vive grazie a unincessante attività, alla risposta del pubblico e alla convinzione che anche i successi nazionali in tv dipendono da questanima che è il locale milanese. E senza dimenticare che qui di finanziamenti pubblici non se ne vedono».
Per il ventennale, da qui passeranno tutti. Ma proprio tutti. «Fino a dicembre Pali e dispari, Leonardo Manera, Claudio Bisio, Flavio Oreglio, Max Pisu già in cartellone - spiega Gino - ma da gennaio sicuri sono Giobbe Covatta, Ficarra e Picone, Paolo Rossi, Lella Costa, Elio e le storie tese».
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