Superare i problemi Basta lamentele, è l’ora di lottare per vincere

Basta con le lamentele e macchine avanti tutta!
Gli avversari ufficiali del Pdl hanno certamente «intinto il pane» nelle sue disavventure nella presentazione delle liste e ci sarebbe stato da stupirsi se ciò non fosse avvenuto.
In un contesto di conflitto perpetuo, in cui manca solo che scorra il sangue, ma il resto c'è tutto, non ci si poteva certo cullare nella pia illusione che giudici, dipietri, ed altri nemici assortiti, si sarebbero comportati da veri sportivi e gentiluomini, usando - al massimo - il fioretto, invece della loro solita clava.
Allora, dal momento in cui questa non può certo essere considerata una sorpresa, la colpa di chi ha sbagliato - magari poco - ma quanto è bastato per dare agli avversari la possibilità di affondare il Pdl ed i suoi candidati, diventa molto grave, quasi dolo.
Gli elettori di centrodestra, ora molto disorientati e demoralizzati, potrebbero tuttavia ritrovare tutte le loro buone ragioni per votare, se soltanto la nebbia di questi lamenti ed accuse, magari fondate ma inutili, si dissipasse e se in questi ultimi giorni di campagna elettorale tutti gli sforzi del Presidente Berlusconi (che è l'unico a cui la gente può ancora dare retta in questo momento) fossero diretti soltanto a chiamare a raccolta il suo Popolo, senza più polemiche, ma con gli argomenti suoi soliti, positivi, forti ed inoppugnabili, che sono serviti finora a sotterrare la sinistra.
Senza ciò, quella stessa sinistra rischia, non per meriti propri, ma per sbandamento dell'avversario, di resuscitare ed uscire beata dal sepolcro in cui la storia e Berlusconi l'hanno già rinchiusa.
Oltre al miglior Berlusconi serve però anche una sua promessa, fatta in modo chiaro e solenne, che il rapporto tra lo stesso Berlusconi ed il suo Popolo torni ad essere diretto ed immediato e che il Partito venga, immediatamente dopo le elezioni, depurato da tutti quei personaggi che, se non direttamente, ma per colpevole trascuratezza, o peggio per bieco calcolo, hanno ridotto il Partito ad un autobus personale, che gli Elettori sono chiamati - in modo perentorio - soltanto a spingere, quando ci sono le elezioni.
Solo a queste condizioni, il danno elettorale temuto potrebbe svanire per incanto e Berlusconi tornare a vincere, come nel 2008.

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