Il talent scout con la passione per i graffitari

Alessandro Riva è nato a Milano nel 1964. Critico d’arte, curatore di mostre, giornalista e anche scrittore, ha guadagnato il successo puntando sui giovani pittori e scultori italiani. Ha fondato prima «Officina milanese» e nel 2003 «Italian Factory», avanguardia sui temi dell’uomo e della città moderna, che ha debuttato a Bruxelles in occasione del semestre italiano alla presidenza Ue. Poi il bis a Shangai, in Cina, lo scorso gennaio. Molto legato a Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura, lo scorso anno ha collaborato con il Comune nell’allestimento della mostra «Street art, sweet art» al Pac, dedicata agli artisti graffitari, in questa occasione nobilitati dal punto di vista artistico e culturale. Ma non solo: in precedenza aveva dato il suo personale contributo nel portare a MIlano l’esposizione di Andres Serrano. Il contratto con il Comune è scaduto a dicembre del 2006, ma non è stato più rinnovato. «Non era concentrato sul lavoro, viveva come un turbamento che allora non riuscivo a comprendere», ha rivelato l’amico Sgarbi alla notizia dell’arresto.
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