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Talk show, la Vigilanza Rai: "Stop definitivo"

Nessuna marcia indietro in commissione sul regolamento sulla par condicio: confermato lo stop deciso dal Cda di viale Mazzini. Inascoltato Garimberti: "Questa storia di rimpalli comincia dal regolamento che è illegittimo". E Zavoli: "Rimpallo stucchevole". Il dg Masi: "L'azienda non perde un euro"

Talk show, la Vigilanza Rai: "Stop definitivo"

Roma - Nessuna marcia indietro in commissione di Vigilanza sul regolamento sulla par condicio: nel corso dell’audizione del direttore generale della Rai Mauro Masi è stato confermato lo stop deciso già ieri dal cda di viale Mazzini. Il dg chiedeva una nuova determinazione della commissione sulle norme relative ai talk show. Ma la maggioranza della bicamerale ha ritenuto di confermare l’attuale formulazione del regolamento. Resta quindi inascoltato l'appello del presidente della Rai, Paolo Garimberti: "Questa storia di rimpalli comincia dal regolamento della Vigilanza, che è illegittimo".

La seduta della Vigilanza Durante la seduta l’opposizione ha ribadito l’auspicio che il cda della Rai rivedesse la sua decisione. Al termine Zavoli ha anche avanzato la proposta di una interpretazione del regolamento, che comunque non poteva essere messa ai voti oggi ma andava calendarizzata, proposta caduta vista la contrarietà ribadita ancora una volta dalla maggioranza. Decisione sbagliata, fuori dal regolamento, ha detto il capogruppo Pd Fabrizio Morri, dietro al quale "non è pensabile nascondersi". Quella in corso "è una campagna elettorale fantasma", ha detto Pancho Pardi, capogruppo Idv, proponendo il voto di una risoluzione che vincolasse il Cda alla riammissione dei talk show. E questo, ha sottolineato Giorgio Merlo, Pd, vice presidente della Commissione, "per evitare che il servizio pubblico diventi marginale nella fase che precede il voto". Per Vincenzo Vita, Pd, con il nuovo coinvolgimento della Vigilanza da parte del Cda "siamo ad una forma post moderna di donabbondismo", a causa della quale, per Roberto Rao, capogruppo Udc, "il rischio è che l’azienda diventi secondaria" e che "qualcuno lavori per il re di Prussia, e noi non vogliamo che la Rai abbia questo ruolo". Ma la maggioranza ha fatto muro, "non ci sono altre deliberazioni", ha chiarito il capogruppo Pdl Alessio Butti. D’accordo anche Davide Caparini, capogruppo della Lega. La linea, ha detto Mario Landolfi, è che "la Vigilanza non debba ulteriormente esprimersi".

Zavoli: "Rimpallo stucchevole" "L’opinione pubblica giudica un po' stucchevole questo rimpallo sul regolamento per la par condicio, una querelle, un ribollire di cose, che riproducono sempre la stessa situazione senza venire a capo di nulla". In apertura dei lavori della Vigilanza il presidente della Commissione, Sergio Zavoli, ha stigmatizzato in questi termini il rimbalzo di responsabilità con l’azienda di questi giorni ribadendo che in ogni caso "il regolamento non giustifica l’idea che si possa mettere la mordacchia alle trasmissioni di approfondimento politico".

L'appello alla Vigilanza Garimberti spiega che lui le trasmissioni le avrebbe riprese lo stesso "anche senza il colpo della Vigilanza. La maggioranza del Consiglio ha voluto così, io mi rimetto alle decisioni della maggioranza. Sia chiaro però - aggiunge - che lo stop dei talk rende un pessimo servizio alla Rai, all’informazione e agli utenti. Ma la colpa non è solo dalla Rai è ab origine e quindi del regolamento". Quando "ci viene detto da Beltrandi - aggiunge - che potevamo andare in onda lo stesso, io rispondo che sì lo potevamo fare ma a rischio. Troppo facile dire potevate andare in onda con il rischio. Mi aspetto che si sblocchi la situazione". "Questa storia di rimpalli comincia dal regolamento della Vigilanza, che è illegittimo", sottolinea Garimberti. Il presidente della Rai spiega che lui le trasmissioni le avrebbe riprese lo stesso, "anche senza il colpo della Vigilanza. La maggioranza del Consiglio ha voluto così, io mi rimetto alle decisioni della maggioranza". "Sia chiaro però - aggiunge - che lo stop dei talk rende un pessimo servizio alla Rai, all’informazione e agli utenti. Ma la colpa non è solo dalla Rai, è ab origine e quindi del regolamento". Quando "ci viene detto da Beltrandi - prosegue Garimberti - che potevamo andare in onda lo stesso, io rispondo che, sì, lo potevamo fare ma a rischio. Troppo facile dire potevate andare in onda con il rischio. Mi aspetto che si sblocchi la situazione".

Masi: "L'azienda non perde un euro" Rai vincente sugli ascolti, che non perderà per lo stop ai talk show, stop relativo solo a quelli per i quali era difficile applicare il regolamento approvato dalla Vigilanza. Il dg Mauro Masi risponde ai componenti della Commissione alla quale si è rivolto per avere eventuali indicazioni come da mandato ricevuto ieri dal Cda. Per Masi dal Cda è arrivato "un chiarimento di responsabilità e non è vero che sono stati sospesi tutti gli approfondimenti ma solo quelli in diretta che l’applicazione del regolamento rendeva impossibili", tanto che "Report va in onda, come Parla con me e sulla radio Un giorno da pecora". Quanto al calo di ascolti Masi ribadisce che "la Rai è vincente" e che "non perderà un euro" dallo stop dei talk "perché gli inserzionisti recupereranno sulle trasmissioni successive".

Calabrò: "Abbiamo esaurito il nostro compito" "Abbiamo esaurito il nostro compito". Così il presidente dell’Agcom Calabrò sul mancato dietrofront sulla par condicio dalla vigilanza Rai. "Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare", ha detto Calabrò ricordando che l’Autorità, dopo aver annullato il suo regolamento per l’emittenza privata in seguito alla bocciatura da parte del Tar del Lazio, ha "rivolto un invito al Cda Rai perchè riconsiderasse lo stop ai talk show".

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