Lebook, la novità che in teoria dovrebbe rivoluzionare il nostro modo di leggere non riesce a decollare in Italia. Non perché gli editori vecchi e nuovi non si siano presentati puntuali allappuntamento e abbiano trascurato lofferta di libri digitali. Siamo noi italiani che non li compriamo. La vendita dei libri in formato digitale è per ora di gran lunga inferiore (addirittura meno della metà) rispetto alle stime iniziali e registra un misero 0,04% sulla quota complessiva di mercato totale.
Che il cartaceo sia ben lungi dal morire a casa nostra è lunica vera notizia fra le tante cose dette ieri da Marco Polillo, presidente dellAIE (Associazione italiana editori) in occasione dellapertura della Fiera del libro di Francoforte. Il resto è roba nota: il mercato editoriale non è in crisi nera, il giro daffari del settore ha ripreso a crescere, gli italiani non smettono di leggere e comprano ancora nelle librerie (soprattutto nelle grandi catene) e sempre più online. Dati alla mano, Polillo ha smentito anche la leggenda di un costo troppo alto stampato sulle copertine del nostro Paese; il prezzo medio in Italia risulterebbe addirittura il più basso dEuropa. A proposito, lAIE ha notoriamente difeso con convinzione la recente legge Levi che stabilisce il regime del prezzo fisso, limpossibilità di praticare sconti superiori al 15%. Ebbene, nellagosto di questanno si è avuta unimpennata nelle campagne promozionali (con sconti che arrivavano al 40%) per svendere il possibile prima dellentrata in vigore della legge. Però gli italiani hanno comprato meno di quanto abbiano fatto nellagosto 2010 e Polillo ne deduce un po sbrigativamente che «non è dallo sconto che passa il rinnovamento e lo sviluppo del mercato del libro». Certo, aggiungeremmo noi, non guasta. E forse un mese balneare non è il periodo più indicato per trarre conclusioni sulla reale incidenza degli sconti sugli acquisti.
Il presidente dellAIE ha anche detto la sua sul ddl intercettazioni, nonostante lattualità politica abbia chiuso bruscamente la questione: avrebbe «effetti ancora più assurdi» per i libri che per i quotidiani, sarebbe «impossibile e impraticabile la rettifica immediata» di notizie false e troppo oneroso intervenire con nuove edizioni corrette.
Il tanto sbandierato libro digitale in Italia non decolla
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