Tavolino selvaggio prepara la serrata contro gli aumenti

Pronti a sospendere l’occupazione degli spazi all’aperto, a indire lo sciopero del tavolino e, come extrema ratio, a proclamare la serrata finale. Ristoratori e baristi non mandano giù gli aumenti proposti nella manovra di bilancio comunale sull’occupazione del suolo pubblico e annunciano battaglia se questi non verranno ritirati o, quanto meno rimodulati. I rincari, spiegano gli esercenti per voce delle associazioni settoriali, che arrivano fino al 125% e che porterebbero la variazione delle tariffe al +450% dal 2001 a oggi. E il grido d’allarme non resta inascoltato. Al termine del terzo confronto con le parti sociali sulla manovra il sindaco Gianni Alemanno prefigura sconti sugli aumenti delle rette degli asili nido, delle mense scolastiche e anche sulla Cosap, ovvero la tariffa per l’occupazione di suolo pubblico. «Abbiamo firmato un protocollo con Cisl, Ugl e Uil - spiega il sindaco - stiamo verificando di attenuare gli aumenti della Cosap che incide sulle attività commerciali del centro storico». Ma le associazioni del settore in quanto a rivendicazioni non fanno sconti a nessuno. «Stanno cercando di metterci con prepotenza le mani nelle tasche», afferma il presidente della Fipe Confcommercio di Roma Nazzareno Sacchi. «Qualora il sindaco persistesse con questi aumenti - gli fa eco il presidente della Siga, Alberto Pica - ci sarà lo sciopero dei tavolini e spariranno i tavoli all’aperto da Roma». Tanti i gestori di bar e i ristoratori romani indignati per i rincari: dal ristorante Fortunato al Pantheon a Checchino di Testaccio, dalla gelateria Pica al bar Capriotti in piazza San Cosimato. «Questi aumenti sono intollerabili, dobbiamo fare qualcosa - afferma Mauro Capriotti -. Io non ce la faccio a pagare 40mila euro, non li ho». «A Roma è sotto gli occhi di tutti la grande quantità di occupazione di marciapiedi con macchine, moto, bici, piante, ornamenti e bancarelle: una vera e propria vetrina dell’impunità - aggiunge Sacchi -. Ma gli unici che sembrano essere fuori dalle regole siamo sempre e solo noi con il famigerato “tavolino selvaggio”. Ci sentiamo perseguitati».
Secondo un report realizzato dalla Fipe Confcommercio, infatti, il canone annuale di occupazione di suolo pubblico, maggiorato del 125%, per 25 metri quadri in piazza Vittorio sarebbe di 11.955,5 euro, superiore alla locazione di un negozio della stessa metratura (9.795 euro). Analogo quadro all’Eur (11.955,5 euro a fronte di 10.955 euro). «Non aumentiamo prezzi nei ristoranti e nei bar da anni - sottolinea il presidente della Siga - perchè ci rendiamo conto che la crisi economica tocca i cittadini. Ma questi aumenti sono una follia: stiamo preparando volantini e manifesti che affiggeremo su tutti i nostri negozi affinchè i cittadini siano a conoscenza della situazione».