Il grande pubblico la conosce per le minigonne vertiginose che porta la Lucy, il suo personaggio di Zelig (la single di Truccazzano) e Only Fun. Dietro a quella vaga spensieratezza per dipingere un'inconsapevole superficialità c'è Ippolita Baldini, l'attrice classe '82 milanese, diplomata alla Silvio D'Amico che usa la leggerezza anche per raccontare personaggi delle Sacre Scritture. Come in «V'Angelo», produzione del 2024: una sorta di schizzo su alcune delle donne nel Vangelo, vedendole in cosa sono state e come possono essere rilette oggi. Come da oggi a domenica, in cui sarà al Teatro Oscar (via Lattanzio 58/A) nei panni di Santa Chiara per «Una ballata per Chiara», produzione deSidera e Gli Incamminati per la regia di Luigi Guaineri, che con la Baldini ha anche scritto la drammaturgia.
Del resto «sono una terziaria francescana - dice la Baldini al Giornale -, e Santa Chiara è anche la matrona della tv». Un connubio perfetto, anche perché quest'anno si celebrano gli 800 anni dalla morte di San Francesco, con cui Santa Chiara ebbe una profonda intesa spirituale. Entrambi di Assisi, entrambi di famiglie agiate (Chiara era nobile, Francesco figlio di un ricco mercante), vicini di età (tra i due corrono 12-13 anni), si conoscevano fin da piccoli: «Questo spettacolo è un'idea di Walter Spelgatti (organizzatore del DeSidera Festival in provincia di Bergamo): hanno deciso di affidarne a me la realizzazione. Chiara attira per le sue scelte radicali» aggiunge la Baldini. Prima fra tutte la Povertà assoluta come obbligo e vista come un privilegio: le clarisse non possono possedere alcunché, né a titolo personale né come monastero. E poi la scrittura della prima Regola composta da una donna (1253), la clausura intesa come spazio di libertà spirituale e custodia della preghiera. «Anche se lei non la voleva, le è stata imposta», aggiunge Ippolita. Uno spettacolo che nasce da una ricerca approfondita, ma che racconta la Santa in modo anche divertente: «Con Guaineri l'abbiamo studiata da un punto di vista laico e teologico, con i testi di Chiara Frugoni per quanto riguarda l'approccio storico, incontrando le clarisse di Gorla e studiando vari volumi della loro biblioteca per il pensiero religioso». Eppure si riderà, com'è possibile? «Sì - dice la Baldini- , non sento di avere una missione, non voglio convertire le persone: la Chiesa non ha bisogno di proselitismi. Mi sono concentrata su Chiara: le clarisse, con la loro povertà, hanno rotto un equilibrio. Vivevano come in una specie di Woodstok». Introdotto da una voce radiofonica, lo spettatore vedrà comparire sulla scena altrettanti improbabili personaggi, tutti interpretati dalla Baldini: l'Ortolana, la madre, che non capisce a fondo le scelte di Chiara. Guelfa, un'altra madre, che vede nello stile di vita di Francesco e Chiara una seria minaccia ai privilegi di casta.
Ci sarà spazio anche per «la Lucy», amica di Chiara che arriva da Pocapaglia (Perugia), per uno stage di 6 mesi in San Damiano, il Convento della Santa. Chiara d'Assisi fa solo una fugace apparizione: con il suo esempio e i suoi insegnamenti ha mosso tutti i personaggi che si avvicendano nello spettacolo.Martedì-venerdì, ore 20.30. Domenica, ore 16.