Prima della Scala

Dall'omaggio a Segre ai 13 minuti di applausi: com'è andata la prima della Scala

Sono tanti gli ospiti che si sono avvicendati nel foyer del teatro alla Scala di Milano per assistere alla prima stagionale del "Don Carlo"

Dall'omaggio a Segre ai 13 minuti di applausi: com'è andata la prima della Scala

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Prima alla Scala tra proteste e simbolismi. Applausi per Liliana Segre

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Sfilata di vip e personaggi alla prima stagionale del teatro alla Scala di Milano, che si tiene tradizionalmente nel giorno del santo patrono cittadino, Sant'Ambrogio. Consuetudini confermate anche per il 2023, con la solita protesta in piazza della Scala: quest'anno è stata la volta dei sostenitori della Palestina, che hanno provato a sfruttare l'eco mediatica dell'evento per qualche secondo di riflettori su di sé.

Tra i primi ospiti ad arrivare al teatro c'è stato Matteo Salvini, vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, accompagnato dalla fidanzata Francesca Verdini. Poco prima di lui sono passati sul carpet d'ingresso il sindaco Giuseppe Sala, accompagnato dalla compagna Chiara Bazoli, e il governatore Attilio Fontana. Alle domande dei cronisti sulla serata, dopo le polemiche per la scelta dei posti della vigilia, il sindaco si è limitato a rispondere: "Godiamocela". Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, arrivando a teatro ha commentato: "Milano è al centro del mondo, spero sarà una grande serata di musica come sempre avviene alla Scala. Poi il Don Carlo non è qualcosa che si può ammirare tutti i giorni, è un grande evento".

Con il sindaco è arrivata anche la senatrice a vita Liliana Segre, a cui è stato assegnato il posto centrale nel palco reale. "Sono da sempre un'amante della lirica, sono un'abbonata da tanti anni alla Scala e ho cominciato dal loggione. Questo è un punto da ricordare", ha detto la senatrice, accolta in teatro dal prefetto di Milano. Presenti anche il ministro Elisabetta Casellati, le cantanti Ornella Vanoni e Patti Smith. All'ingresso in teatro della senatrice Segre, tutti i presenti si sono alzati in piedi omaggiandola con un lungo applauso. "È per me un'amica e al tempo stesso un esempio di donna da ammirare, che ha tramandato una memoria ai posteri e lei lo ha fatto attraverso la sua storia personale, cioè di quello che nel mondo si deve evitare", ha detto il ministro Casellati riferendosi alla senatrice, all'arrivo in teatro.

Liliana Segre si è detta dispiaciuta per l'assenza del presidente della Repubblica: "Io non ho fratelli nè sorelle ma gli voglio bene come a un fratello". Quindi, commentato l'opera, ha spiegato: "Mi piace moltissimo. Sono una habituée della Scala, andavo in loggione e pian piano sono scesa fino alla platea. Gentilmente il sindaco e La Russa mi hanno chiesto di venire nel palco reale". Al termine della rappresentazione, la senatrice ha espresso il suo apprezzamento: "Per me è stata una serata bellissima, mi è mancato Mattarella ma per il resto tutto perfetto". Sono stati 13 i minuti di applausi per il "Don Carlo" con la direzione del maestro Riccardo Chailly e con la regia di Lluís Pasqual, al quale sono stati dedicati alcuni cori di disprezzo.

Salta all'occhio la scelta cromatica di molti ospiti, che hanno scelto di indossare un capo rosso per simboleggiare la lotta contro la violenza sulle donne. Sabina Negri, drammaturga, ha indossato delle scarpe rosse e davanti al Piermarini tira fuori le chiavi dalla borsa per far rumore come chiesto dalla sorella di Giulia Cecchettin, mentre il chirurgo plastico Dvora Ancona si è fatta realizzare un abito rosso da Antonio Riva. Tra gli ospiti, anche una signora con un segno rosso sul viso.

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