Apple pagherà 500 milioni di dollari per gli iPhone rallentati

Apple patteggia la class action negli Stati Uniti. La società di Tim Cook costretta a rimborsare i proprietari dei vecchi iPhone di almeno 25 dollari

Apple esborserà 500 milioni di dollari per chiudere la class action in cui è tacciata di aver rallentato i vecchi modelli di iphone per indurre gli acquirenti a comperare dispositivi di nuova generazione o batterie di ricambio a prezzi esorbitanti.

L'accordo preliminare è stato stipulato nella giornata di venerdì 28 febbraio ed ora mancherebbe solo l'approvazione del giudice distrettuale, Edward Davila, al tribunale di San José, in California. Dunque, la soietà di Tim Cook sarà tenuta a rimborsare i consumatori di circa 25 dollari per iPhone con un esborso complessivo superiore ai 310 milioni di dollari. L'azienda di Cupertino, dal proprio canto, ha negato l'illecito e, al fine di contenere i costi onerosi del contezioso, avrebbe optato per una soluzione di compromesso. L'accordo coinvolge i proprietari statunitensi dell'iphone 6, 6 Plus, 6s, 6s Plus, 7,7 Plus o Se con sistema operativo iOS 10.2.1 o successivo. La stipula riguarda, altresì, i proprietari statunitensi dell'iPhone 7 e 7 Plus con sistem operativo iOS 11.2 o successivo, prima del 21 dicembre 2017.

Gli acquirenti degli smartphone sovracitati sostengono che i propri dispositivi abbiano smesso di essere performanti dopo l'installazione di precipui aggiornamenti software. In considerazione dei rallentamenti di sistema, in molti hanno provveduto alla sostituzione dei telefoni o delle batterie, operazioni che hanno richiesto non solo un ingente esborso di dollari ma hanno gettato ombre sul colosso tecnologico americano per un caso sospetto di obsolescenza tecnologica. Apple si è difesa attribuendo le anomalie agli sbalzi di temperatura o all'utilizzo intensivo dei telefoni assicurando, inoltre, che gli ingegneri avrebbero lavorato alacremente per risolveri in tempi brevi.

I legali dei consumatori hanno commentato l'esito dell'accordo preliminare con grande soddisfazione definendolo "equo, ragionevole e adeguato con un rimborso ragionevole sotto ogni punto di vista" per entrambe le parti in causa. Gli stessi prevedono di chiedere alla società statunitense fino a 93 milioni di dollari in oneri legali, più un massimo di 1,5 milioni per spese a vario titolo. Intanto, l'azienda di Tim Cook è già corsa ai ripari con scuse pubbliche ed applicando sconti tra i 29 e 79 dollari a chiunque fosse stato in possesso di un iPhone di vecchia generazione la cui batteria non conservi almeno l'80% della sua capacità originale a 500 cicli di carica completa.

n passato non sono stati molti i casi in cui Apple ha deciso di porgere le proprie scuse ai consumatori. Nel 2010 Steve Jobbs si sincerò per alcuni problemi di ricezione dell'iPhone 4, mentre Tim Cook, nel 2012, aveva risposto ai clienti che si lamentavano dell'applicazione Maps con una lettera aperta.

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Commenti

Calipsos

Mar, 03/03/2020 - 09:28

Dovrebbero fare la stessa cosa con la Microsoft, a causa dei gravi rallentamenti e delle miriadi di problemi ai pc dopo ogni aggiornamento importante di Windows 10. Costringendoti a comprare macchine sempre più potenti per sostenere quel sistema operativo pachidermico.

Jon

Mar, 03/03/2020 - 15:15

Speriamo che i cinesi smettano di produrre gli I-phone...Se li producano negli Usa..!!