"Le città del futuro avranno un gemello digitale di quello fisico"

A Bit Digital progetti e visioni raccontati da Italo Rota e Carlo Ratti fra intelligenza artificiale, sostenibilità, progetti e architetture che ne cambiano lo skyline e diventano anche attrazioni turistiche internazionali

"Le città del futuro avranno un gemello digitale di quello fisico"
Expo Dubai e il Padiglione Italia

Immaginare come saranno - e lo saranno - le città del futuro in una evoluzione continua fra visione e realtà, ricerca, e tecnologia, architettura e urbanistica, arrivando a far diventare i luoghi della vita e del lavoro anche attrazioni turistiche sorprendenti. Si è discusso anche di questo a Bit Digital 2021, la Borsa internazionale del turismo dove in uno Special Bit Talks si sono confrontati Carlo Ratti, architetto, urbanista, direttore di MIT Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology e Italo Rota, uno del big internazionali dell’architettura, stimolati dalle domande di Carlo Antonelli, ceo di Fiera Milano Media.

Un dialogo sul presente che apre lo sguardo al futuro prossimo venturo, nel secolo delle metropoli, ispirato alla frase simbolo della sigla della serie tv Star TrekDove nessuno è arrivato prima” perché tecnologia, dati, intelligenza artificiale portano a progettare città e territori in cui il “modello fisico-digitale ci accompagnerà d’ora in poi, come sta avvenendo per le fieree”, ha sottolineato Carlo Antonelli, ricordando come l’innovazione e trasformazione urbanistica delle città che cambiano skyline ne abbia sempre fatto crescere l’attrattività e l’esperienza turistica in tutto il mondo.

E la conversazione, spaziando da Milano all’Expo Dubai ha richiamato queste visioni che si stanno traducendo in sperimentazioni e realizzazioni sempre di più anche alla sostenibilità.
“Si parte dalla raccolta e dall’analisi dei dati e dall’intelligenza artificiale - spiega Carlo Ratti - perché questa massa di informazioni sarà sempre più importante, come spieghiamo in un articolo che uscirà sulla rivista Nature. Ci fa scoprire ad esempio delle regolarità sorprendenti con cui usiamo lo spazio urbano e questo potrebbe dare sostanza alla mobilità della 'città di 15 minuti'. Stiamo lavorando sui sensori - gli accelerometri dei nostri smartphone - per capire come monitorare, attraverso le vibrazioni, le infrastrutture per intervenire in caso di problemi. È come avere un gemello digitale di quello fisico della città e questo consente di leggere e capire meglio lo spazio che abitiamo e progettarlo in modo innovativo. Questo confine in cui la tecnologia ci consente di infondere nuova vita al mondo che conosciamo usando l’architettura come strumento di esplorazione, che arriva a misurare anche i dati vegetali perché la natura stessa può diventare una parte costituente di questo mondo, è la sfida del contemporaneo alla ricerca di forme nuove”.

Ricerche tradotte in fatti, in architettura, come stanno facendo Carlo Ratti e Italo Rota che si definiscono una “coppia di fatto” perché lavorano insieme a diversi progetti. A Milano per MInd - Milano Innovation District nell’area che ha ospitato l’Expo 2015 e nell’area dello Scalo di Porta Romana dove sorgerà anche il Villaggio delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

“Porta Romana è un vecchio scalo ferroviario in fase di grande trasformazione che ha l’obiettivo riconnettersi alla città, di ricomporre questa frattura nel tessuto urbano di Milano - racconta ancora Ratti - e quindi prevede un grande parco e altre connessione verdi comprendo l’unico pezzo di linea ferroviaria che resterà. Si potrà passeggiare su questa foresta sospesa, nella natura”. E Italo Rota allarga ancora lo sguardo: “Spero si mantenga la diversità fra le città e che anche il lavoro diventi attrazione turistica, immagino una città come Milano dove il centro si portino le fabbriche più innovative e green, andare a vedere una fabbrica è altrettanto interessante che andare a vedere un museo. Stimolerebbe il turismo. È un’ipotesi che mi affascina, è un modo di ridare vita alle città che sono vita e questo ha ancora un ruolo”.

E la "coppia di fatto" lavora a Dubai, al Padiglione Italia, una delle attrazione dell’Expo che aprirà il prossimo ottobre proponendo inediti, sorprendenti viaggi fra presente e futuro dell’innovazione e sarà il primo grande evento che segnerà la riapertura dei viaggi a livello globale e l’incontro nello spazio fisico.

“Oggi il pianeta Terra si sta trasformando nella nave spaziale Terra, imbarca tutte le forme di vita e in questo bisogna andare a trovare la nuova carta sociale fra i viventi, ibridare natura e città - aggiunge Italo Rota -. La natura ci può insegnare molte cose, siamo in una fase in cui l’architettura sta finendo un ciclo e ha bisogno di materiali, forma e organizzazione innovativi, indispensabili per passare oltre il Ventesimo secolo, con una partecipazione alla costruzione da parte di vive gli edifici, le città”.

Sostenibilità, circolarità sono idee chiave idee che si ritrovano nel Padiglione Italia di Dubai e sono state state portatrici di ricerca - aggiunge Italo Rota -. Al centro del Padiglione c’è una fattoria di alghe che produce alghe che mangiano CO2 e producono energia elettrica in un’altra installazione, sono prodotte per essere cucinate e hanno generato altri materiali. C’è una passerella realizzata a base di polvere di arancio e resti di caffè. E il Padiglione non è climatizzato, perché le facciate sono fatte di plastica riciclata degli oceani, trasformata in corde che vibrano e producono ventilazione interna. Abbiamo anche provato a fare una grande installazione con esperimento di architettura molto speciale”. Il futuro è già fra noi.