Scienze e Tecnologia

Il futuro è nel 5G: tutto quello che c’è da sapere

Il 5G fa sempre più proseliti, ma ne abbiamo davvero bisogno?

Il 5G per l'industria
Il 5G per l'industria

Entro la fine del 2022 nel mondo saranno stati attivati un miliardo di abbonamenti 5G, numero che salirà fino a 4,4 miliardi nel 2027. Lo dice l’Ericsson Mobility Report aggiornato al 30 giugno di quest’anno e pubblicato durante le ultime ore.

Il 5G permette una velocità di navigazione (di invio e di prelievo di dati) fino a 100 volte superiore al 4G, la tecnologia attuale di cui quasi tutti disponiamo sui nostri smartphone. Permette l’interazione simultanea di migliaia di dispositivi e abbatte i tempi di latenza, ossia il tempo che intercorre tra il momento in cui l’input viene inviato a un sistema e il momento in cui quest’ultimo restituisce il relativo output.

La guida autonoma vive di 5G, perché raccoglie una grande quantità di informazioni dall’ambiente circostante e deve elaborarle in tempo reale. Infatti, l’Ericsson Mobility Report, guarda soprattutto alle imprese, prevedendo che entro la fine del 2027, gli abbonamenti 5G nell’Europa dell’Ovest saranno l’82% del totale e, negli USA, sarà ancora maggiore. Questa crescita, dice Ericsson, è dovuta sia agli smartphone sia alla digitalizzazione industriale.

Numeri di rilievo che necessitano di una contestualizzazione, perché il 5G rimane tale, ma l’uso che se ne fa varia molto.

Il 5G e i privati

Il 5G è già tra noi. Ci sono operatori telefonici italiani che permettono di sottoscrivere contratti e ci sono anche i terminali (gli smartphone) adatti. La questione è capire a cosa ci serva. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano (dati aggiornati al 2020) usiamo lo smartphone come navigatore satellitare, per inviare messaggi, accedere ai social, guardare video, ascoltare musica oltre, ovviamente, per navigare il web.

Nessuna di queste attività necessita di una connessione 5G, anche se guardiamo film in streaming questi non vanno più veloci se siamo connessi ad altissima larghezza di banda.

È vero quello che dice il report, Ericsson non si sta inventando nulla, nel mondo ci sono centinaia di milioni di abbonamenti 5G sottoscritti da privati, ma questo riguarda poco la necessità che ne abbiamo e riguarda più le attività di marketing e commerciali applicate dalle compagnie telefoniche e dai produttori di dispositivi mobili.

L’industria, al contrario, ha più di una ragione per aderire al 5G.

Il 5G e l’industria

La digitalizzazione delle imprese avviene anche tramite sensori, che rientrano nella vasta famiglia dell’IoT (l’Internet delle cose, Internet of Things) che in alcuni casi gestiscono interi settori produttivi. Macchine che si comportano in un certo modo quando si verificano certe situazioni, per esempio un braccio meccanico che si muove soltanto quando un altro braccio meccanico ha finito di svolgere il proprio compito, liquidi o ingredienti che mantengono un certo livello di temperatura grazie a sensori che attiva sistemi di raffreddamento o riscaldamento a seconda delle necessità.

C’è anche l’industria dei servizi che rende le città intelligenti, le Smart city, e che ha necessità di dati relativi, per esempio, allo stato di occupazione di un parcheggio, alla quantità di rifiuti nei cassonetti al fine di fare intervenire i mezzi della nettezza urbana soltanto quando e dove necessario o che fornisce informazioni sul traffio aggiornate, magari in particolare modo ai mezzi di soccorso. Ci sono gli stadi connessi, i porti e gli aeroporti connessi e, questi, sono soltanto esempi delle realtà in cui la presenza di sensori (o punti di raccolta di dati) impone uno scambio ingente di dati che devono essere elaborati in tempo reale.

C’è anche l’industria della medicina, della chirurgia e della sanità. Oggi un chirurgo può intervenire a distanza, operando un paziente che si trova dall’altra parte del globo. Per farlo ha bisogno una connessione rapida ed efficiente, perché se muove uno strumento chirurgico deve sapere cosa sta succedendo come se lo potesse vedere coi propri occhi. E, questo, oltre a essere un esempio delle potenzialità del 5G, ci rimanda anche al limitato uso che ne può fare un privato cittadino a meno che, per l’appunto, non sia un chirurgo.

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