Microsoft dice addio a Windows 8.1: ecco cosa significa

Annunciato da Microsoft a ottobre del 2013, verrà dismesso poco prima di compiere i 10 anni di vita. Gira ancora su milioni di computer

Menù start Windows 8.1

Microsoft continua a snellire il proprio parco prodotti. Dopo avere congedato a titolo definitivo Internet explorer dismettendolo il 15 giugno appena trascorso dopo 27 anni, ora si prepara a fare altrettanto con Windows 8.1 che, di anni di servizio, ne ha molti meno. A partire dal 10 gennaio 2023 non sarà più supportato e Microsoft si sta apprestando a inviare delle notifiche per avvertire chi ancora ne fa uso.

Windows 8.1 è stato introdotto nel 2013, un’era tecnologica fa. I lettori più navigati ricorderanno anche Windows Phone 8.1, il sistema operativo per il mercato smartphone da cui Microsoft si è definitivamente ritirata.

Al contrario di quanto si possa immaginare, stando ai dati aggiornati a maggio del 2022, Windows 8.01 è installato sul 3,06% dei computer con a bordo un sistema operativo Microsoft (ai quali si aggiunge anche l’1,36% con ancora a bordo Windows 8). In termini numerici stiamo parlando di diverse decine di milioni di computer.

Dato che assume ancora più spessore se si considera che già nel 2018 l’azienda di Redmond ne aveva interrotto il supporto principale, imboccando così la prima delle due fasi che determinano la fine del ciclo di vita dei sistemi operativi Microsoft. Prima viene interrotto il supporto principale e, cinque anni dopo, quello esteso.

Si può dedurre che, per lo più, si tratti di utenze aziendali, quindi computer che con Windows 8.1 hanno trovato un buon ambiente nel quale eseguire programmi specifici e la cui sostituzione non è stata avvertita come urgente. Con la fine del supporto esteso, però, vengono meno anche i fondamentali aggiornamenti per la sicurezza ed è quindi consigliabile dire addio al sistema operativo.

Come risolvere

Le vie non sono tante e per lo più prevedono un costo. Le licenze di Windows 11 costano tra i 145 euro (la versione Home) e i 250 euro (la versione Pro) e, per di più, i computer un po’ datati potrebbero non supportare al meglio le versioni dei sistemi operativi successive a Windows 8.1. Il consiglio è quindi indotto: la migliore alternativa è un computer nuovo, suggerimento questo sponsorizzato dalla stessa Microsoft.

Il passaggio a Windows 10 è pure possibile e, online, si trovano licenze autentiche a pochi euro (anche meno di 10) ma, a ottobre del 2025, Microsoft ne terminerà il supporto. La migrazione da Windows 8.1 a Windows 10 consente, in molti casi, di non cambiare personal computer con un risparmio che può persino essere notevole, considerando il prezzo dell’hardware che, sospinto dai recenti aumenti della domanda e dalla penuria di chip, tende ancora a lievitare. La migrazione può essere facilmente fatta senza perdere dati.

Una alternativa valida, ma in questo caso il consiglio vale più per le utenze private che per quelle aziendali, è il ricorso a una

distribuzione Linux che garantisca l’operatività dei computer meno recenti.

Non ci sono altre possibilità, se non quella di conservare i pc con Windows 8.1 per rivivere momenti nostalgici in futuro.

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