Prepariamoci a dire addio alle Sim. I telefoni del futuro non avranno una scheda

Se ne parla da tempo e, nonostante gli operatori di telefonia italiani tergiversino, le eSim fanno parte di un progresso che non si può fermare e che ci farà salutare definitivamente le vecchie schede telefoniche

Le eSim sostituiscono le Sim tradizionali
Le eSim sostituiscono le Sim tradizionali

In futuro gli smartphone saranno dotati di un software che ci permetterà di scegliere e cambiare operatore telefonico con qualche click. Uno stravolgimento del concetto di Sim, della scheda telefonica che tutti abbiamo nei nostri cellulari, e del mercato che queste rappresentano. Oggi in Italia ne risultano 110 milioni attive (1,8 a testa) considerando in questo numero anche quelle intestate a organizzazioni pubbliche e private, oltre alle Sim che abbiamo a bordo delle nostre automobili.

Come funziona una eSim

Acronimo di "embedded Subscriber identity module", l'eSim è un chip che non dipende dalla presenza fisica di una scheda telefonica come la conosciamo oggi. Il primo telefono a prevederne l’uso è stato il Google Pixel 2 che risale al 2017 e il cui uso, limitatamente negli Stati Uniti, permetteva di selezionare e cambiare operatore inquadrando un QR Code.

Tra i vantaggi che offre l'eSim, almeno sul piano teorico, c’è una maggiore facilità nel cambiare operatore e nella portabilità del numero di telefono, evitandoci di andare nei negozi per avviare le procedure necessarie. Non ci saranno più tempi di attesa necessari al corriere per recapitarci la nuova scheda telefonica. E una eSim non è esposta ai danni che può riportare una Sim fisica, che possono essere causati dai vari spostamenti, magari nel caso in cui l’utente deve estrarla da uno smartphone per inserirla in un altro. Non da ultimo può dare una spinta al mercato dei dispositivi indossabili (chiamati wearable), come gli smartwatch che possono interagire con il telefono permettendo di effettuare e ricevere telefonate. Tutto ciò avrà un diretto beneficio sull’uso dell’IoT (Internet of Things), l’Internet delle cose che ha già un impatto di rilievo sull’industria italiana e che è ampiamente descritto nel Piano nazionale industria 4.0 preparato dal ministero dello Sviluppo economico (Mise). Un aspetto non di secondaria importanza, perché la capacità di innovazione delle aziende è strettamente legata alla loro competitività sui mercati, soprattutto internazionali.

La passione culturale degli italiani per le automobili pone un altro problema che le eSim possono risolvere con maggiore agilità. Gli abbonamenti alla rete che vengono venduti insieme alle automobili diventano un grattacapo nei passaggi di proprietà, perché richiedono modifiche dei contratti che rischiano di lasciare il veicolo a un periodo più o meno lungo di assenza di connettività. Una noia aggirabile in pochi e brevi passaggi con una eSim la cui configurazione può essere anche eseguita da remoto.

C’è ancora una certa difficoltà nel reperire sul mercato smartphone compatibili con le eSim, soprattutto nella fascia dei dispositivi medio-bassa, ma il futuro della Sim sembra ormai segnato.

La situazione in Italia

Gli operatori italiani hanno avuto una reazione lenta ma oggi si stanno ravvedendo con una certa rapidità, mettendo a disposizione dei clienti eSim il cui costo varia dai 5 ai 15 euro una tantum. Alcuni operatori prevedono anche la possibilità di avere eSim copia della Sim principale per farne uso in dispositivi diversi, siano questi un altro smartphone o un oggetto indossabile.

Nel 2019 l’autorità Garante nelle comunicazioni (Agcom) ha avvertito la necessità di valutare la situazione del mercato delle eSim per creare una regolamentazione che escludesse pratiche discriminatorie da parte degli operatori. Occorrono quindi tavoli di confronto periodiche per escludere posizioni dominanti anche da parte dei produttori di dispositivi mobili o indossabili che potrebbero prevederne il funzionamento soltanto con uno o l’altro operatore di telefonia, riducendo così le aspettative di concorrenza del mercato di riferimento.

Come spesso accade nei mercati nuovi, molte norme vengono finalizzate con il loro cristallizzarsi perché, nel caso specifico delle eSim, sia gli operatori telefonici sia i clienti finali dovranno superare criticità rilevabili soltanto mediante una capillare distribuzione delle tecnologie in uso. Ciò che si può dire con certezza è che le Sim tradizionali hanno gli anni contati.

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