La proposta di Regolamento Ue sull’Intelligenza Artificiale (AI)

Pubblichiamo un estratto del "Manuale di Diritto dell’informazione e della comunicazione" (ed. Cedam-Wolters Kluwer, nona edizione, aprile 2022) di Ruben Razzante

La proposta di Regolamento Ue sull’Intelligenza Artificiale (AI)

Per gentile concessione dell'editore Cedam-Wolters Kluwer pubblichiamo un estratto della nona edizione del Manuale di Diritto dell’informazione e della comunicazione di Ruben Razzante.

È in attesa di approvazione definitiva la proposta della Commissione Ue intitolata «Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce regole armonizzate sull’Intelligenza Artificiale e modifica di alcuni atti legislativi dell’Unione» e pubblicata il 21 aprile 2021 – per regolamentare l’Intelligenza artificiale.

L’espressione Intelligenza Artificiale indica una famiglia di tecnologie in rapida evoluzione e in grado di apportare una vasta gamma di benefici economici e sociali in tutto lo spettro delle attività industriali e sociali. L’uso dell’Intelligenza Artificiale, garantendo un miglioramento delle previsioni, l’ottimizzazione delle operazioni e dell’assegnazione delle risorse e la personalizzazione dell’erogazione di servizi, può contribuire al conseguimento di risultati vantaggiosi dal punto di vista sociale e ambientale, nonché fornire vantaggi competitivi fondamentali alle imprese e all’economia europea. Tale azione è particolarmente necessaria in settori ad alto impatto, tra i quali figurano quelli dei cambiamenti climatici, dell’ambiente e della sanità, il settore pubblico, la finanza, la mobilità, gli affari interni e l’agricoltura. Tuttavia, gli stessi elementi e le stesse tecniche che alimentano i benefici socio-economici dell’Artificial Intelligence (AI) possono altresì comportare nuovi rischi o conseguenze negative per le persone fisiche o la società. I veloci cambiamenti tecnologici e le possibili sfide hanno spinto l’Ue a perseguire un approccio equilibrato per assicurare che i cittadini europei possano beneficiare di nuove tecnologie sviluppate e operanti in conformità ai valori, ai diritti fondamentali e ai principi dell’Unione.

La Commissione Ue, sotto la presidenza von der Leyen 2019-2024, ha annunciato che avrebbe presentato una normativa per un approccio europeo coordinato alle implicazioni umane ed etiche dell’Intelligenza Artificiale. Da lì deriva il Libro bianco sull’Intelligenza Artificiale - Un approccio europeo all’eccellenza e alla fiducia – che definisce le opzioni strategiche su come conseguire il duplice obiettivo di promuovere l’adozione dell’AI e affrontare i rischi associati a determinati utilizzi di tale tecnologia. La proposta di Regolamento fa un passo ulteriore e mira a sviluppare un ecosistema di fiducia che rispetti la normativa vigente in materia di diritti fondamentali e i valori dell’Unione, assicurandosi la certezza del diritto per facilitare gli investimenti e l’innovazione nell’Intelligenza Artificiale.

Il Regolamento intende assicurare il buon funzionamento del mercato interno per i sistemi di Intelligenza Artificiale definendo un quadro giuridico uniforme, in particolare per lo sviluppo, la commercializzazione e l’uso dell’Intelligenza Artificiale, conformemente ai valori dell’Unione, per far sì che l’Unione diventi un leader mondiale nello sviluppo di un’Intelligenza Artificiale sicura, affidabile ed etica.

In un quadro giuridico solido e flessibile, il Regolamento fornisce le indicazioni per una applicazione uniforme delle nuove regole, chiarendo i requisiti basati sui principi che i sistemi di AI dovrebbero soddisfare, senza limitare od ostacolare indebitamente lo sviluppo tecnologico o altrimenti aumentare in modo sproporzionato il costo dell’immissione sul mercato di soluzioni di AI.

Come si è detto, la proposta fissa regole armonizzate per sviluppo, immissione sul mercato e utilizzo di sistemi di AI nell’Unione, seguendo un approccio proporzionato basato sul rischio, proponendo un’unica definizione di AI adeguata alle esigenze future. Talune pratiche di AI particolarmente dannose sono vietate in quanto in contrasto con i valori dell’Unione, mentre sono proposte restrizioni e tutele specifiche in relazione a determinati usi dei sistemi di identificazione biometrica remota a fini di attività di contrasto. La proposta stabilisce una solida metodologia per la gestione dei rischi impiegata per definire i sistemi di AI «ad alto rischio» nell’ambito della salute, della sicurezza e dei diritti fondamentali delle persone.

Tali sistemi di AI dovranno rispettare una serie di requisiti obbligatori orizzontali per un’AI affidabile, nonché seguire le procedure di valutazione della conformità prima di poter essere immessi sul mercato dell’Unione.

Obblighi prevedibili, proporzionati e chiari sono posti in capo anche a fornitori e utenti di tali sistemi, con l’obiettivo di assicurare la sicurezza e il rispetto della normativa vigente che tutela i diritti fondamentali durante l’intero ciclo di vita dei sistemi di AI. Per taluni sistemi specifici di AI, vengono proposti soltanto obblighi minimi di trasparenza, in particolare quando vengono utilizzati chatbot o deep fake.

La scelta di un Regolamento come atto giuridico è giustificata dalla necessità di un’applicazione uniforme delle nuove regole, come la definizione di AI, il divieto di talune pratiche dannose consentite dall’AI e la classificazione di taluni sistemi di AI. L’applicabilità diretta di un Regolamento, conformemente all’articolo 288 TFUE, ridurrà la frammentazione giuridica e faciliterà lo sviluppo di un mercato unico per sistemi di AI leciti, sicuri e affidabili. Allo stesso tempo, le disposizioni del Regolamento non sono eccessivamente prescrittive e lasciano spazio a diversi livelli di azione da parte degli Stati membri in relazione ad aspetti che non pregiudicano il conseguimento degli obiettivi dell’iniziativa, in particolare l’organizzazione interna del sistema di vigilanza del mercato e l’adozione di misure destinate a promuovere l’innovazione.

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