Facebook in down? Cosa è successo (davvero)

Facebook, WhatsApp e Instagram non raggiungibili per parecchie ore: nessun attacco hacker, ma il colosso statunitense mostra la sua vulnerabilità

Facebook in down? Cosa è successo (davvero) ai servizi di Zuckerberg

Facebook, Instagram e WhatsApp fuori uso per diverse ore. A livello mondiale e nello stesso momento. Non c'è che dire, quello di ieri è stato davvero un giorno piuttosto nero per Zuckerberg e compagnia. Un episodio che più di altri ha gettato un'ombra sull'affidabilità e la sicurezza del colosso dei social network.

Molti nelle scorse ore hanno speculato facendo riferimento a un possibile attacco hacker ai danni dei tre social network, oppure a un complotto per colpire uno dei "potenti" nell'ambito della socialità digitale. Niente di vero, purtroppo, perché la verità una volta tanto appare persino peggiore delle varie teorie cospirazioniste.

Facebook, WhatsApp e Instagram down, cos'è successo

Partiamo dal principio, ovvero dalle prime segnalazioni su Twitter. Col diffondersi del blocco, fino a livello globale, anche i vari hashtag #facebookdown, #whatsappdown e #instagramdown hanno raggiunto una popolarità importante.

Alle molte lamentele sul mancato funzionamento del mondo Facebook si sono presto aggiunte anche varie ipotesi, più o meno credibili. Fino ad arrivare, dopo qualche ora, a un messaggio comparso su Reddit (poi rimosso, con annessa cancellazione dell'account che l'aveva inserito) a opera di un utente qualificatosi come un dipendente FB impegnato nella risoluzione del problema.

Già, ma quale problema? Niente cospirazioni, complotti o attacchi hacker a quanto pare, ma un blocco nei BGP dell'azienda. Per BGP si intende "Border Gate Protocol", e rappresenta uno o più router che raggruppano insieme i vari indirizzi IP di un'azienda.

In parole povere si tratta di unità che raccolgono al loro interno le istruzioni per raggiungere i vari indirizzi IP aziendali, in questo caso ad esempio le infrastrutture di Facebook, il sito internet, ma anche quelli dei vari altri servizi (vedi WhatsApp e Instagram).

Un problema a questo livello finirebbe con il portare, come pare sia capitato, alla "sparizione" dell'azienda da internet. L'effetto sarebbe quello di dover raggiungere un'abitazione di cui conosciamo soltanto l'indirizzo, ma non sappiamo dove trovarlo. In più non è possibile affidarsi né a un navigatore né alle vecchie cartine stradali cartacee. Come dire, sappiamo che quella casa esiste, ma non abbiamo alcuna speranza di trovarla.

Ad aggravare il tutto, dilatando i tempi di ritorno online di WhatsApp, Instagram e FB anche la notizia che diversi dipendenti sono rimasti chiusi fuori dai propri uffici a causa del mancato funzionamento dei badge. Lavoratori che avrebbero dovuto intervenire manualmente sui router per risolvere il problema più rapidamente.

Vita digitale in mano a una sola azienda, vale davvero la pena?

Il blocco ha creato inevitabili ripercussioni per la vita, digitale e non, di milioni di utenti. Se alcuni siti satirici hanno ironizzato affermando che approfittando del down di Facebook uno studente universitario è finalmente riuscito a laurearsi, d'altro canto è inevitabile riflettere sulle implicazioni di un oligopolio così marcato nel campo dei social network.

È lecito a questo punto porsi domande relative anche alla sicurezza dei dati degli utenti, come anche alla stessa connessione con tali piattaforme. Se un'azienda trova difficoltà nel gestire i suoi stessi mezzi, come è possibile fidarsi del trattamento della propria vita (digitale e non)?

Inoltre parliamo di un insieme di servizi che ha finito sostanzialmente con l'annullare per qualche ora l'intera vita digitale degli utenti. Per carità, in alcuni casi è stato un bene evitare che alcuni soggetti avessero accesso a bacheche e tastiere virtuali, ma la questione rimane.

Bloccare Facebook, Instagram e WhatsApp di questi tempi vuol dire anche bloccare la comunicazione tra gli individui, sempre più orientata verso gli strumenti di messaggistica interni ai social network. Probabilmente qualcuno si sarà trovato a dover rispolverare suo malgrado gli sms, ricordando immediatamente perché li avevamo salutati senza troppo nostalgia.

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