La tv che apre la "rivoluzione": ecco come non pagare il canone Rai

Un dispositivo senza segnale radio: in questo modo si può evitare il pagamento del canone Rai. "È come se fosse un grande tablet a 43 pollici": ecco cos'è e come funziona

La tv che apre la "rivoluzione": ecco come non pagare il canone Rai

La tv del futuro bussa prepotentemente alla porta degli italiani: cambia il modo di fruire dei programmi e, di conseguenza, cambiano le esigenze. In molti si chiedono perché continuare a pagare il canone Rai, legato però al possesso del televisore e non alla visione effettiva dei canali. Sono diversi gli stratagemmi per non pagare il balzello, ma c'è chi sta inventando nuovi sistemi per sfruttare la tv solo con la connessione internet, senza allacciarsi a un'antenna.

Come Lorenzo Modena, giovane imprenditore trentino che ha messo in commercio quello che di fatto è un tablet dalle dimensioni di un televisore e che ha tutte le app video più utilizzate e consente di guarare la televisione scegliendo di volta in volta i contenuti senza che siano decisi a priori da un palinsesto televisivo. La rivoluzione consente di liberarsi per sempre dal canone inviando un'apposita dichiarazione all'Agenzia delle Entrate: la legge prevede, infatti, che il pagamento del canone Rai si applichi, unicamente, a chi possiede dispositivi dotati di sintonizzatore radio. Ci siamo fatti spiegare dal dottor Modena di cosa si tratta.

Come funziona il dispositivo?

"È innanzitutto una risposta ad un cambiamento del modo di fruire dei contenuti audio-visivi da parte delle nuove generazioni, ovvero non siamo più la generazione che aspetta le 20.30 la sera per guardare un film ma che ha Netflix, che vuole il contenuto on-demand, che mette in pausa per andare a bere una birra e che non ha più una fruizione sincrona dei contenuti ma asincrona. Questo è quanto abbiamo riscontrato dalla clientela privata".

E le aziende, invece, cosa dicono?

"Per quanto riguarda le aziende abbiamo un'esigenza nuova, quella dello strumento della tv nella sala riunioni per presentazioni, conference call e lavorare a più mani su documenti. È un'abitudine che c'era ma sta diventando qualcosa di sempre più presente. Nixev è la risposta a queste due esigenze con un prodotto che permette di fruire di tutte queste funzionalità ma di non pagare per un servizio di cui non si fa uso che è il canone Rai".

Ecco, ci stavamo arrivando: la rivoluzione è proprio questa, e riguarda il canone Rai.

"Nè il privato, sempre più abituato a Netflix, né l'azienda hanno più bisogno di guardare la Rai in maniera tradizionale, quindi con l'antenna".

In questo modo, quindi, non c'è più il segnale radio che obbliga al pagamento del canone. Come funziona esattamente?

"La legislazione è molto chiara anche se c'è molta confusione quando si parla di canone perché in molti pensano che sia una tassa sul possesso ma non è cosi: sul nostro sito abbiamo messo in grande evidenza la normativa nel dettaglio (qui il link per le info) citando tutte le fonti e spiegando come funziona il nostro dispositivo. In buona sostanza, il pagamento del canone Rai è dovuto esclusivamente su dispositivi dotati di sintonizzatori radio, quindi di un dispositivo elettronico al proprio interno che consente di ricevere il segnale televisivo sotto forme di onde radio. Non è così nel nostro caso: così come il canone non si paga per gli smartphone, non si paga per i proiettori, per gli schermi, per i computer e per i tablet, non si paga nemmeno per il nostro dispositivo che è privo di sintonizzatore radio, è come se fosse un grande tablet a 43 pollici".

Come funziona, allora, la vostra tv a 43 pollici? Da dove arriva il segnale?

"È interessante perché la tv, nella sua versione originale, monta un sistema operativo che è Android: si accende e ci si trova di fronte la schermata con le applicazioni con tutte le app con le quali si è abituati sul tablet quindi Netflix, YouTube, Dazn, che da settembre avrà tutta la serie A. Questo dispositivo servirà non soltanto per non pagare il canone ma per guardare anche il calcio. Il segnale è quello della rete internet, basta un Wi-fi in casa e si ha accesso a tutto il mondo delle app".

Questo nuovo modo di usufruire della tv a chi è rivolto? Pensate ad un target predefinito o vi rivolgete a tutti, in generale?

"La prima risposta che ho dato parlava più che altro di questo: la comprano i millennials, cioé coloro i quali guardano Netflix, YouTube e il calcio su Dazn, la comprano le aziende perché, di fatto, la tv non serve per guardare la Rai ma in sala riunioni è un nuovo strumento per lavorare insieme e lo comprano anche i pubblici esercenti che hanno questi schermi con le pubblicità o i messaggi informativi in loop. In realtà, oltre a queste tre tipologie di clienti, dopo aver lanciato il prodotto, ci sono state richieste anche dai Bed&breakfast piuttosto che da farmacisti, tipologie di clienti alle quali non avevamo pensato perché, il non pagare il canone Rai, è qualcosa di estremamente sentito da parte degli italiani".

Insomma, questo dispositivo può aprire ad una "rivoluzione" in campo digitale?

"Da imprenditore ho altre aziende con le quali lavoro con il pubblico: voglio sottolineare che il nostro tentativo, con Nixev, non è quello di incentivare ad un comportamento scorretto perché la legge è sempre stata chiara, non è evasione. È stato sempre qualcosa che era già scritto e, così come il canone non si paga su un tablet, allo stesso modo non si paga neanche su un tablet più grande".

Qual è il prezzo del dispositivo?

"In questo momento abbamo solo un modello da 43 pollici, nei prossimi mesi introdurremo anche modelli di dimensioni superiori. Questo, ad oggi, è venduto a 499 euro".

Quali sono i primi riscontri che avete avuto da quando il prodotto è sul mercato?

"Sono passate soltanto quattro settimane e le risposte sono state superiori alle nostre stesse aspettative".

Vuole sostituire la tv tradizionale?

"È un qualcosa che abbiamo visto come cambio di paradigma nella fruizione dei contenuti. Sono sempre più convinto che la tv tradizionale non abbia più senso. Non ha più senso ricevere in maniera passiva i contenuti, siamo una generazione che i contenuti se li cerca, se li sceglie e non ha nemmeno senso, nel 2021, mettere le antenne sui tetti quando in realtà abbiamo le connessioni internet sempre più veloci grazie alla banda larga che ha il grande vantaggio di essere bidirezionale mentre l'antenna è soltanto unidirezionale, si è passivi nel ricevere un contenuto che qualcun altro sta proiettando da palinsesto. Nei prossimi 5-10 anni non avrà più ragione di esistere. Tra 10 anni non avremo più le antenne sui tetti, sarà un modo vecchio di fruire dei contenuti e la gente si sta spostando sempre di più verso una fruizione on-demand, sei tu a scegliere quello che vuoi e quando lo vuoi".

Realisticamente, questa televisione si diffonderà in massa o sarà più un prodotto di nicchia?

"Bella domanda: per adesso ci godiamo il momento in cui siamo gli unici sul mercato italiano a proporre un dispositivo di questo tipo, poi vedremo. Noi, banalmente, vogliamo dare una soluzione al problema, che le persone non utilizzano più un servizio".

A livello tecnico, questa tv quanto è tecnologicamente avanzata?

"Diamo un pannello di alta qualità in 4K con frequenza di 60 hertz, caratteristica particolarmente apprezzata dal mondo dei video game, con questo dispositivo in molti possono collegare Playstation, X-box o possono scaricare gratuitamente dallo Store e, con il telecomando come si fa con la Wii, giochi ad esempio a Super Mario Kart ad esempio. L'altra grande caratteristica è Android che, nella sua versione originale, consente di avere accesso ad una grande varietà di app che fanno streaming con contenuti video, giochi, canali informativi e qualsiasi cosa si trova su Android e sul Google Play Store. A livello di caratteristiche si posiziona nella fascia medio-alta, ha un'uscita audio digitale che lo rende perfetto anche per il salotto per ascoltare musica in alta qualità. Infine, ha connessioni in Hdmi e due uscite Usb".

Una curiosità: Nixev è l'acronimo di qualcosa o è semplicemente una parola inventata?

"È assolutamente un nome di fantasia più le classiche regole del brand naming: il .com libero, il fatto che non voglia dire oscenità e sia pronunciabile in tante lingue ed eufonica, che è l'effetto piacevole prodotto da un suono o più suoni di parole che si incontrano".

Se questo genere di dispositivi dovesse diffondersi a macchia d'olio, la legge italiana potrebbe cambiare la legge per mettere un freno al non pagamento del canone Rai o è impossibile che accada?

"Lo Stato per definizione può cambiare qualsiasi legge in qualsiasi momento, su questo non possiamo fare promesse. Certo è che, quello che noi vendiamo, dal punto di vista tecnico non è nulla di più che un grande tablet: nel momento in cui dovessero decidere che la regola del sintonizzatore radio non vale più, tutti gli smartphone, tutti i tablet, tutti i laptop di tutti gli italiani sono soggetti al pagamento del canone Rai, a quel punto mi aspetto i borboni in piazza. Scherzi a parte, non ce l'ho con questa tassa che è giusta ed è un modo per finanziare l'informazione di Stato, la cultura e ottime motivazioni per pagare il canone. Certo è che sono ottime quando, effettivamente, qualcuno ne usufruisce. Se dovesse cambiare la legge si dovrà estendere, in maniera obliqua, anche a tutta una serie di dispositivi elettronici che il Ministero dello Sviluppo Economico, che noi citiamo sul sito, in realtà esplicitamente esclude. Dice proprio che, se non c'è il sintonizzatore radio, il canone non si paga".