Tennis

Gli ecovandali di Ultima Generazione inquinano anche le partite di tennis

La squadraccia di ambientalisti è scesa in azione, pronta a farsi riconoscere e non conoscere, un gesto simbolico, una dimostrazione plateale e infantile di sedicente impegno sociale

Gli ecovandali di Ultima Generazione inquinano anche le partite di tennis

Ascolta ora: "Gli ecovandali di Ultima Generazione inquinano anche le partite di tennis"

Gli ecovandali di Ultima Generazione inquinano anche le partite di tennis

00:00 / 00:00
100 %

Albert Einstein aveva previsto tutto: «Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi». Perfetto, restano solidi i dubbi sull'infinità dell'universo ma, dopo aver visto la «scemeggiata» romana sui campi di tennis agli Internazionali, in alto i calici alla stupidità umana. Riassunto: la squadraccia, erano undici, di ambientalisti è scesa in azione, pronta a farsi riconoscere e non conoscere, un gesto simbolico, una dimostrazione plateale e infantile di sedicente impegno sociale, una prova di immaturità politica spacciata per propaganda, coriandoli lanciati sul campo, vernice bianca sulla terra rossa, ragazzi incollati al marmo delle tribune, tesi fragili e commoventi a spiegare il gesto che ha interrotto i giochi delle tenniste, Keys e Cirstea, sul Pietrangeli, sospesa la partita di doppio Roger-Vasselin/Gonzales e Arevalo/Pavic, tanto rumore per nulla, anzi un atto che intossica e annulla lo stesso spirito di ribellione, come accade con l'occupazione delle strade mettendo in crisi i lavoratori costretti a ritardi ingiustificati oppure il lancio o versamento di vernice o liquidi nei canali veneziani o contro opere d'arte e fontane, i blitz nei musei o nelle piazze, un carnevale senza soluzione, un crazy-pride che non porta a nulla se non ai fischi e alla reazione furente dello stesso popolo che i manifestanti dicono, a parole, di voler tutelare.

Trattasi di Ultima Generazione Fondo Riparazione, questo il nome della ditta: «Con l'azione di disobbedienza civile di oggi vogliamo ricordare che l'anno scorso sono morte 62.000 persone per il caldo in Europa. Questo è solo uno dei tantissimi effetti della crisi climatica ed ecologica. Per salvaguardare il nostro territorio e la sua cittadinanza è fondamentale un profondo cambiamento del nostro sistema. La resistenza non violenta è una alternativa all'apatia politica».

Di certo l'interruzione di manifestazioni sportive costituisce il vertice dell'idiozia, era accaduto nelle gare di atletica a Stoccolma, in quelle di formula E a Berlino, gesti sovversivi e pericolosi, resistenza senza esistenza. Si dovrebbe concordare sul fatto che la crisi climatica produca effetti negativi, infatti il caldo di Roma ha purtroppo ridotto undici ragazzi a trascorrere una giornata di passione e tormenti, tutti identificati sono stati quindi trasferiti in caserma, parole a verbale, denuncia, prossime trasferte in tribunale, si passa alla cronaca, la storia può attendere. Sicuramente quelli di Ultima Generazione si saranno eccitati dopo aver saputo dell'idea di Stefano Mancuso, botanico e docente all'università di Firenze, il quale propone di affrontare il cambiamento climatico cancellando le strade e sostituendole con migliaia di alberi.

Però che fare delle piste ciclabili? Non si correrebbe il rischio di far sbattere gli eco-ciclisti contro una quercia? Non è data notizia se il gruppuscolo di attivisti di Roma sia arrivato al circolo tennis pedalando o dando di gas, però hanno lasciato il segno all'interno del Pietrangeli, anche se le diciotto statue di marmo, realizzate dagli scultori Baroni e Ponzi, nemmeno se ne sono accorte.

Commenti