Terra, acqua arte e sapori: uno scrigno chiamato Terni

Andrea Cuomo

È la parte forse meno «nobile» dell’Umbria, ma non certo la meno bella. È la provincia di Terni, un territorio vario e ricco ma che è quasi «schiacciato» dalla vicinanza con Roma da un lato e la provincia di Perugia dall’altro. Eppure si tratta di un’area tutta da scoprire, fatta di colori, di sapori, di arte, natura ed enogastronomia. Il tutto al centro esatto dell’Italia e a nemmeno cento chilometri da Roma, ciò che la rende una meta perfetta per un fine settimana indimenticabile.
Tante sono le attrattive della Provincia di Terni, che il Ditt (distretto integrato turistico della provincia di Terni, www.ditt.it) sta catalogando e promuovendo con supporti anche di tipo elettronico. E che ruotano tutte intorno a due elementi: la terra e l’acqua. Partiamo dal capoluogo, Terni, la città di San Valentino, il patrono degli innamorati che qui nacque e venne martirizzato il 14 febbraio 273. La tradizione vuole che egli donasse una rosa a tutti gli innamorati e riuscisse a unire in punto di morte i giovani amanti, Sabino e Serapia, contrastati dalle famiglie per motivi religiosi. E a San Valentino è intitolata la basilica eretta sul luogo in cui i suoi discepoli portarono il suo corpo dopo il martirio. Più volte ricostruita, la basilica si presenta oggi nella forma seicentesca. Così come seicentesco è il Duomo. Per il resto Terni è città moderna, anche perché semidistrutta nel corso della seconda guerra mondiale, ma assai gradevole. Chi ama l’arte prediligerà però Orvieto con il suo meraviglioso Duomo costruito in forme gotiche a partire dal 1290 per celebrare il miracolo di Bolsena del 1263. Il disegno iniziale è attribuito ad Arnolfo di Cambio ma fu poi modificato da Giovanni di Uguccione e da Lorenzo Maitani, a cui si deve la facciata mozzafiato. Altri gioielli sono Amelia con le sue poderose mura pelasgiche; Narni con la Rocca Albornoziana e la suggestiva visita ai sotterranei dell’ex convento di San Domenico che furono utilizzati anche dall’Inquisizione; la medievale Sangemini; e Lugnano in Teverina, con la sua romanica Collegiata di Santa Maria Assunta. La provincia di Terni è ricca anche di tesori archeologici: in particolare Ocriculum, l’antico porto dell’olio romano, e Carsulae, l’antica città nei pressi della fonte delle acque di Sangemini.
E a proposito di acque, abbiamo detto che sono un elemento importante della provincia di Terni. L’attrattiva turistica più importante della zona alla pari con Orvieto sono infatti le Cascate delle Marmore, che precipitano in modo orribilmente bello per 162 metri con tre salti nel fiume Nera. Fiume che, con le sue vertiginose rapide, è anche il paradiso degli amanti del rafting. E a proposito di paradisi, gli amanti del canottaggio conosceranno già il lago di Piediluco, i cui vari rami si sgranchiscono tra le montagne.
Ma siccome anche il palato vuole la sua parte, un viaggio in questi luoghi può essere l’occasione anche per riscoprire le specialità dell’Umbria meridionale. I cui punti forti sono semplicissimi: pane, olio, vino e acqua. Il pane è quello celeberrimo di Terni, sciapo e per questo ottimo per esaltare gli aromi dell’olio extravergine locale. Da notare che Roma rappresenta il primo mercato per il pane ternano e che un’azienda del luogo, la Italpan, rifornisce tutte le mense delle scuole pubbliche di Roma. Pane vuole dire anche pizze, salate e dolci.

Quanto ai vini, le tre doc della zona sono l’Orvieto, il Lago di Corbara e quella dei Colli Amerini: ottimo il Carbio, Colli Amerini Rosso Superiore doc. Per mangiare, Trippini, a Civitella del Lago (tel. 0744950316, www.trippini.net). Per dormire, l’«house&country» Podernovo a San Liberato di Narni (0744702005, www.podernovo.it)

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