«Testimoniare il Vangelo anche in politica»

I laici cristiani seguendo la loro vocazione devono partecipare alla vita sociale e impegnarsi anche nell’ambito politico. È il messaggio che Benedetto XVI lancia da Viterbo, nel corso della visita di un giorno all’antica «città dei Papi», dove si svolse nel Medio Evo il primo conclave della storia della Chiesa. Città di Papi, ma soprattutto di santi e di sante impegnate nel sociale. «Fedeli laici, giovani e famiglie - ha detto Ratzinger nell’omelia della messa, celebrata nella valle Faul, sotto una struttura di legno, davanti a diecimila persone - non abbiate paura di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell’esistenza umana». «Viterbo - ha aggiunto Ratzinger - ha espresso anche al riguardo figure prestigiose», ricordando il giovane Mario Fani, iniziatore del «Circolo Santa Rosa», prima esperienza dell’Azione Cattolica. «Si succedono le stagioni della storia, cambiano i contesti sociali - ha spiegato il Pontefice –, ma non muta e non passa di moda la vocazione dei cristiani a vivere il Vangelo in solidarietà con la famiglia umana, al passo con i tempi. Ecco l’impegno sociale, ecco il servizio proprio dell’azione politica, ecco lo sviluppo umano integrale». Durante la preghiera universale, si è pregato per le autorità civili, affinché «senza favoritismi personali cerchino il bene di tutti e promuovano la civiltà dell’amore e il riconoscimento delle nostre radici cristiane».
All’Angelus, il Papa ha ricordato il settantesimo anniversario dello scoppio della Seconda guerra mondiale, e chiedendo che non si ripeta una simile barbarie, ha ricordato l’Olocausto chiedendo che le religioni promuovano «il perdono e la riconciliazione contro la violenza, il razzismo, il totalitarismo e l’estremismo».
Nel pomeriggio, prima di lasciare Viterbo, Benedetto XVI ha incontrato le monache di clausura. Con loro ha pregato recitando un’orazione alla Vergine appositamente composta, nella quale si è anche detto: «Mantieni salda l’unità delle nostre famiglie, oggi tanto minacciata da ogni parte, e rendile focolari di serenità e di concordia, dove il dialogo paziente dissipi le difficoltà e i contrasti. Veglia soprattutto su quelle divise e in crisi». Il Papa si è quindi recato a Bagnoregio, paese natale di san Bonaventura, il dottore «serafico», grande teologo medioevale, al quale Ratzinger aveva dedicato la sua tesi.
AnTor

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