Tiscali, salgono i ricavi La Borsa scommette sulla ristrutturazione

Crescono a 2 milioni i clienti Adsl ma secondo Merrill Lynch la società deve vendere le attività in Inghilterra e Olanda

Maddalena Camera

da Milano

Balzo in Borsa di Tiscali, il terzo Internet provider europeo. In una giornata negativa per piazza Affari i titoli della società sarda controllata da Renato Soru sono cresciuti del 3,8%. A sostenere i corsi alcune anticipazioni della semestrale che verrà approvata dal cda il 13 settembre prossimo quando sarà anche presentato dall’amministratore delegato Tommaso Pompei il piano triennale. Il primo semestre è stato archiviato con ricavi pari a 413 milioni di euro, in miglioramento del 17% rispetto ai quasi 354 milioni fatturati nell’analogo periodo dello scorso anno. Buono anche l’andamento dei nuovi clienti dell’Adsl (i collegamenti a banda larga), aumentati in sei mesi di 360 mila unità, arrivando ad un totale di oltre 2 milioni.
Ora si attende il piano. Secondo Banca Imi saranno investiti in infrastrutture per la banda larga circa 200 milioni nei prossimi 18-24 mesi. In realtà il fatturato e mol (il margine lordo) in crescita del 17% e del 20% non sono state la vera ragione dell’impennata del titolo. Secondo un trader il numero dei clienti Adsl che ha superato i 2 milioni potrebbe far gola a potenziali predatori riaccendendo la speculazione. Per Fabrizio Barini, analista di Websim «Tiscali si sta muovendo per ragioni tecniche: era sceso a livelli interessanti e questi dati hanno spinto il mercato a scommetterci». Più scettico Andrea Devita, analista di Banca Akros che avrebbe preferito un aggiornamento sulla posizione finanziaria netta e sul dettaglio dei costi. «Le informazioni sono scarne e, mentre i clienti sono in linea con le attese, l’Arpu, ossia il ricavo medio per utente, dell’Adsl dovrebbe essere sceso di circa il 4% nel secondo trimestre». Ancora più severo il commento di Merrill Lynch: la società avrebbe bisogno di una radicale ristrutturazione.
La banca d’affari ritiene che il contesto competitivo per la banda larga del Regno Unito e dell’Olanda stia peggiorando e che sia meglio per Tiscali uscire dai mercati in questione. Inoltre la flessibilità finanziaria generata dalla vendita permetterebbe a Tiscali di crescere in Italia e di affrontare il ripianamento del debito e la restituzione di cassa agli azionisti nella forma di dividendi e buyback. Questa sarebbe anche l’ipotesi a cui sta lavorando l’ad Pompei mentre il principale azionista Soru sarebbe contrario alle cessioni.

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